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Ticino
Bracconiere per "legittima difesa"
Redazione
16 anni fa
Piazza un "laccio" nel bosco e uccide un cervo da 140 chili. "Per proteggere il mio vigneto" dice

Una donna passeggia nel bosco col suo cane. Si imbatte in un cervo morto. Un grosso cervo di 140 chili. Chiama i guardiacaccia. Il cervo è morto da alcuni giorni, strozzato da un laccio d’acciaio. Ci vuole poco alle guardie per risalire all’autore. Un operaio che abita nei dintorni.È accaduto nelle scorse settimane nel Bellinzonese. Si è trattato di un atto di bracconaggio particolare. Scopo: difendere il vigneto dalla voracità degli ungulati. Così almeno ha sostenuto l’uomo, denunciato al Ministero pubblico, che non è nemmeno un cacciatore. Ma, messo alle strette, l’autore ha ammesso di aver usato il barbaro metodo dei lacci anche per catturare dei camosci sui monti cinque o sei anni fa. E qui la tesi della difesa del vigneto non regge.Un metodo, quello dei lacci, che richiede abilità nel piazzare la trappola e conoscenza dei punti di passaggio della selvaggina. L’inchiesta è condotta dal procuratore pubblico Arturo Garzoni.In questi giorni i guardiacaccia hanno messo a segno un altro colpo, sempre nel Bellinzonese. Hanno sequestrato alcuni fucili modificati nascosti in una baracca nei boschi della Riviera. In questo caso, il proprietario delle armi è un cacciatore. Ma sostiene di aver usato quelle armi soltanto per il tiro al bersaglio. È stato comunque denunciato per violazione della legge sulle armi. emmebi

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