
Quella di San Lucio è una bella tradizione che si ripete anno dopo anno. Le comunità della Valcolla e dell'italiana Val Cavargna si trovano assieme a festeggiare e ricordare i tempi in cui il confine era molto più di una semplice espressione geografica.Il confine separava due mondi ben distinti, soprattutto durante la guerra. Era un mondo fatto di contrabbandieri e bricolle, che contribuivano al sostentamento delle due valli. Quest'anno però è successo qualche cosa di ben poco amichevole. Secondo quanto ci riferiscono dei testimoni, un gruppo di ragazzi ticinesi, dopo aver fatto festa, ha deciso di coricarsi per la notte. Non è chiaro cosa sia successo, ma ad un certo punto il gruppo è stato raggiunto da altri ragazzi, italiani, sembra di Porlezza, i quali hanno malmenato i ticinesi.I ragazzi ticinesi si sono ritrovati con qualche livido e gli occhi gonfi, ma nessuno ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. L'episodio è stato confermato dai Carabinieri, ma sottolineando che si è trattato di una "cosa di poco conto".Certo è che, se l'entità dei danni fisici è stata contenuta, l'episodio deve far riflettere. Perché mai durante una festa così sentita, possono succedere simili episodi? Perché gli animi tra svizzeri e italiani si sono esasperati? Forse i toni con quali vengono discussi determinati problemi, al di qua e al di là della frontiera, dovrebbero rientrare verso canoni di civiltà più consoni a due paesi amici e da sempre legati da destini spesso condivisi. Questo aiuterebbe a non creare situazioni di tensione, a prescindere da chi le fomenti.MM
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