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Ticino
Botta riconquista l'America
Redazione
17 anni fa
L'architetto ticinese ha realizzato ed inaugurato a fine anno il Museo Bechtler a Charlotte, nella Carolina del Nord

L’anno nuovo è iniziato alla grande per architetto Mario Botta. Infatti, ha brindato all’arrivo del 2010 inaugurando nel contempo l’ultima sua opera: il sorprendente Museo Bechtler d’arte moderna situato a Charlotte, la più importante città della Carolina del Nord. nonché capoluogo della contea di Mecklenburg. Spettacolare è stato anche il banchetto di Capodanno organizzato dalle autorità locali per sottolineare l’avvenimento e rendere onore dell’architetto ticinese ed alla sua famiglia (presenti la moglie Mary con i figli architetti Tobia, Tommaso e Giuditta) con oltre 500 invitati. Il museo Bechtler è stato aperto ufficialmente il 2 gennaio e raccoglie 1400 opere d’arte moderna (sculture, disegni, stampe, libri, fotografie, documenti e lettere) alcune delle quali mai state esposte al pubblico. Fra tanti e originali capolavori è possibile ammirare quelli di artisti come Joan Mirò, Braque, Andy Warhol, Sol Lewitt, Edgar Degas, Nicolas de Stael, Barbara Hepworth, Pablo Picasso, Paul Klee, Ben Nicholson, Alexander Calder, Niki de Saint Phalle… Si tratta di un museo del tutto speciale voluto dall’imprenditore e collezionista americano Andreas Bechtler che in onore delle sue origini zurighesi (la sua famiglia ha anche abitato ad Ascona) gli ha voluto conferire una particolare impronta elvetica. L’esposizione, infatti, oltre a numerose opere di Alberto Giacometti, Le Corbusier, Max Ernst raccoglie la più importante collezione di opere al mondo (oltre 150) di Jean Tinguely, dopo di quella del museo a lui dedicato dalla città di Basilea e realizzato dallo stesso Botta nel 1996. E numerose sono state le personalità della cultura e le autorità intervenute all’inaugurazione a fianco ad Andreas Bechtler ed al presidente del Museo John Boyer: dall’ambasciatore svizzero in USA Urs Ziswiler al console onorario svizzero Heinz Roth. L’edificio, disposto su quattro piani, si caratterizza per l’originale stile bottiano reso ancor più inconfondibile dall’avveniristica architettura dei grattacieli circostanti. Gli spazi interni conducono magistralmente il visitatore attraverso un percorso di luce che mette in risalto le opere d’arte, creando nel contempo un’atmosfera intima e raccolta. La signora Pam Davis, responsabile della comunicazione del museo, ci confida: “Da oggi la città di Charlotte oltre ad andare orgogliosa di essere la seconda città degli USA per il numero di banche e di ospitare la sede della più grande banca americana (Bank of America) si è impreziosita di un centro culturale a dimensione umana”. Una dimensione che ha permesso all’architetto Botta, attraverso questa sua straordinaria opera, di far armoniosamente conciliare l’arte moderna con la grande finanza anche in questo paese dove tutto sembra maiuscolo. Alberto Dell’Acqua

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