
“Una pubblicazione discutibile e inopportuna”. Lo scrive in una nota stampa la Commissione del mandato pubblico di controllo di AET che comunica di aver appreso “con disappunto” della pubblicazione su ticinonews.ch dell'articolo di mercoledì intitolato “AET: ecco il rapporto Carobbio”. “Deplorando il fatto - prosegue la nota stampa - la Commissione giudica tale pubblicazione discutibile e inopportuna per i seguenti motivi: anzitutto trattasi di un progetto che non corrisponde alla versione definitiva del rapporto messo a punto l’11 novembre 2009 per essere trasmesso per la loro presa di posizione e per le loro osservazioni al Consiglio di Stato e la Consiglio di amministrazione di AET; versione, quella definitiva adottata dalla Commissione, soggetta a possibili modifiche a dipendenza delle osservazioni che perverranno alla Commissione da Governo e AET”. E conclude: “Va quindi condannata l’ennesima fuga di documenti provvisori e deplorata la loro pubblicazione prima che gli stessi assumino forma e contenuti definitivi. Un tale modo di agire, anche da parte del mass media in questione che era edotto del carattere non definitivo del documento, non è fatto per favorire una discussione seria e serena dei problemi in cui è stata coinvolta AET”. La replica della redazione di TicinonewsNon solo la redazione di Ticinonews “era edotta” del fatto che la pubblicazione che tanto innervosisce la Commissione, era un progetto di rapporto. Ma lo erano tutti, proprio tutti. A cominciare dai lettori. Non a caso nel titolo si parlava chiaramente di un “Rapporto Carobbio”. E nel catenaccio si sottolineava: “Leggi in allegato il progetto di rapporto integrale del presidente della Commissione”. Come pure, ovviamente, nell’incipit del documento allegato all’articolo. Anche i colleghi della Regione che oggi hanno ripreso ampiamente il “rapporto-Carobbio”, nel loro testo hanno evidenziato che si trattava di una bozza. Insomma era chiarissimo per tutti e nessuno ha scritto, o capito, una cosa per un’altra. Noi non facciamo gli interessi né della Commissione, né dell’AET né del Consiglio di Stato. Noi facciamo i giornalisti e se abbiamo un documento di rilevanza pubblica, lo pubblichiamo. E così continueremo a fare. Senza attendere le veline ufficiali da Palazzo. “La discussione seria e serena sui problemi di AET”, spetta ai protagonisti e non ai media. Aggiungiamo, infine, che, a quanto ci risulta, il succo del documento corretto dalla Commissione nella seduta dell’11 novembre, inviato al Governo e AET per le osservazioni, non si discosti dalla bozza che abbiamo pubblicato.
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