
Nuove critiche all'Ente ospedaliero cantonale (EOC) per la mancata apertura di un concorso di progettazione per l'ampliamento dell'Ospedale Civico di Lugano.
Un progetto da 80 milioni di franchi che l'EOC ha affidato a un gruppo di progettazione interno, anziché coinvolgere i professionisti ticinesi.
In un primo tempo era stata la Conferenza delle Associazioni tecniche del Canton Ticino (CAT) ad esprimere il suo disappunto, giudicando "incomprensibile" l'agire dell'EOC.
Il direttore dell'ente, Giorgio Pellanda, aveva risposto motivando la scelta di progettare internamente l'ampliamento con "la complessità tecnica della struttura".
Pellanda aveva inoltre spiegato che questa soluzione permette di far restare i lavori in Ticino, mentre in caso di apertura di un concorso ci sarebbe stato il rischio di un'assegnazione all'estero dell'appalto.
Ora a prendere posizione è l'architetto Mario Botta, che ieri ha inviato una lettera aperta all'Ente ospedaliero cantonale.
Una lettera nella quale scrive che "affrontare un riordino e un ampliamento tenendo unicamente conto delle esigenze operativo-funzionali, sarebbe far torto alla multitudine di attività collaterali (culturali, sociali e perfino ricreative) che via via sono cresciute e hanno profondamente arricchito l'ospedale."
"L'occasione offerta potrebbe potenziare il legame con il contesto" prosegue l'avvocato, "e far sì che la nuova cittadella sanitaria diventi una vera e propria struttura organica della città."
Botta ritiene quindi che "un concorso di architettura sia lo strumento più appropriato per dare risposte tecnico-funzionali ma nel contempo offrire una riflessione critica e progettuale."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

