
Ha fatto discutere l'ospitalità negata dai frati Cappuccini di Faido a Lisa Bosia Mirra e i suoi compagni di viaggio alla Bainvegni Fugitivs Marsch. Per saperne di più vedi articoli correlati.
Ma è la stessa deputata PS a provare a smorzare i toni: "I marciatori sono stati accolti ovunque: sale parrocchiali, chiese, palestre, locali messi a disposizione dalle associazioni partner, spesso protezioni civili messe a disposizione sempre gratuitamente. Benchè ne sia stata la promotrice si è trattato di un movimento corale e non abbiamo mai incontrato difficoltà se non in Ticino, e questo è sintomo, non tanto della mancanza di solidarietà dei Cappuccini, quanto nell'ostracismo di cui sono oggetto in Ticino".
Secondo Bosia Mirra infatti le comunità religiose e non di altri Cantoni incontrano meno ostacoli nelle loro attività: "Altrove il clima intorno alle questioni migratorie è ben diverso: encomiabile, per esempio, il lavoro capillare e quotidiano che le Chiese riformate, talvolte sole, tavolta in gruppi ecumenici, svolgono su tutto il territorio svizzero. Un lavoro di grande vicinanza a chi chiede rifugio e protezione in Svizzera. Abbiamo visto progetti di forma e colore differente, talvolta religiosi, talvolta laici ma sempre importanti e segno di una vitalità della solidarietà che troppo spesso sfugge all'attenzione dei media orientati ai fatti di cronaca o alla polemica".
"Pace e bene ai Cappuccini e agli uomini di buona volontà. Fine della polemica, spero", conclude la parlamentare.
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