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Ticino
Bosco Gurin vuole riaprire le terrazze
Frame da Youtube
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Marco Jäggli
6 anni fa
Per consentire ai clienti del take away di ottenere un po’ di riparo, il proprietario Giovanni Frapolli ha deciso di riaprire le terrazze questo weekend, sulla scia di quanto avviene nei Grigioni. Si attende ora la risposta del Governo

Questo weekend si assisterà forse a una piccola ribellione a Bosco Gurin, per volontà del proprietario degli impianti Giovanni Frapolli: “Io non posso più vedere le mamme e i bambini seduti per terra vicino ai locali del ristorante, nascosti dietro le scale o dietro al tettuccio di una macchina. Perché quando ti bagni nella neve a meno 10 gradi, poi voglio vedere quanti hanno il coraggio di continuare a sciare”. Questa la situazione sulle piste all’ora di pranzo, resa problematica dal divieto di apertura dei ristoranti, con l’obbligo del take away. Per Frapolli la questione è semplice: “O si ha il coraggio di imporre la chiusura, a cui ero vicino, oppure troviamo una soluzione che non va a toccare la sensibilità di nessuno: né quella del Consiglio federale né della politica cantonale”. Soluzione che, per Frapolli, si potrebbe trovare ispirandosi al Canton Grigioni.

Sabato e domenica terrazze riaperte?
Nelle normative del governo retico infatti viene specificata, previo mantenimento dell’obbligo del take away, la possibilità di sedersi ai tavoli delle terrazze per consumare il proprio pranzo: “Ho scritto alla Cancelleria del Consiglio di Stato per segnalare che a Bosco ho intenzione di farlo questo weekend. Perché non cambia nulla: semplicemente sposto questi gruppi dalla neve alla terrazza, che non ha niente a che fare con il ristorante, per lasciarli almeno all’asciutto per un quarto d’ora. E noi controlleremo la situazione”. Avete già avuto una risposta? “La attendo per oggi o domani, ma che sia un si o un no spero sia giustificato”.

Settore sempre in bilico
Fino a martedì Frapolli non era nemmeno sicuro di recarsi a Bosco Gurin per riaprire gli impianti, chiusi lo scorso weekend a causa del pericolo valanghe: “Mi sono detto che se non avessi più aperto ne sarebbe andata di mezzo la clientela e che non avrei potuto dare la colpa alle valanghe, visto che ora sta per arrivare il bel tempo e le vacanze di Carnevale. Quindi mi son detto: ‘non puoi assolutamente tener chiuso”. Resta comunque una stagione difficile, anche se Frapolli prova a vedere i lati positivi: “Non piangiamo sempre, lo Stato ci ha già aiutato e quest’anno stiamo dimostrando che siamo importanti. La popolazione sta riscoprendo le nostre valli, forse grazie al Covid ci stiamo risvegliando”.

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