
Questo weekend si assisterà forse a una piccola ribellione a Bosco Gurin, per volontà del proprietario degli impianti Giovanni Frapolli: “Io non posso più vedere le mamme e i bambini seduti per terra vicino ai locali del ristorante, nascosti dietro le scale o dietro al tettuccio di una macchina. Perché quando ti bagni nella neve a meno 10 gradi, poi voglio vedere quanti hanno il coraggio di continuare a sciare”. Questa la situazione sulle piste all’ora di pranzo, resa problematica dal divieto di apertura dei ristoranti, con l’obbligo del take away. Per Frapolli la questione è semplice: “O si ha il coraggio di imporre la chiusura, a cui ero vicino, oppure troviamo una soluzione che non va a toccare la sensibilità di nessuno: né quella del Consiglio federale né della politica cantonale”. Soluzione che, per Frapolli, si potrebbe trovare ispirandosi al Canton Grigioni.
Sabato e domenica terrazze riaperte?
Nelle normative del governo retico infatti viene specificata, previo mantenimento dell’obbligo del take away, la possibilità di sedersi ai tavoli delle terrazze per consumare il proprio pranzo: “Ho scritto alla Cancelleria del Consiglio di Stato per segnalare che a Bosco ho intenzione di farlo questo weekend. Perché non cambia nulla: semplicemente sposto questi gruppi dalla neve alla terrazza, che non ha niente a che fare con il ristorante, per lasciarli almeno all’asciutto per un quarto d’ora. E noi controlleremo la situazione”. Avete già avuto una risposta? “La attendo per oggi o domani, ma che sia un si o un no spero sia giustificato”.
Settore sempre in bilico
Fino a martedì Frapolli non era nemmeno sicuro di recarsi a Bosco Gurin per riaprire gli impianti, chiusi lo scorso weekend a causa del pericolo valanghe: “Mi sono detto che se non avessi più aperto ne sarebbe andata di mezzo la clientela e che non avrei potuto dare la colpa alle valanghe, visto che ora sta per arrivare il bel tempo e le vacanze di Carnevale. Quindi mi son detto: ‘non puoi assolutamente tener chiuso”. Resta comunque una stagione difficile, anche se Frapolli prova a vedere i lati positivi: “Non piangiamo sempre, lo Stato ci ha già aiutato e quest’anno stiamo dimostrando che siamo importanti. La popolazione sta riscoprendo le nostre valli, forse grazie al Covid ci stiamo risvegliando”.
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