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Studio nazionale
Boschi sotto la lente per i cambiamenti climatici
Immagine Ticinonews
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Teleticino
4 anni fa
Un progetto condotto a livello nazionale vuole misurare l'adattamento delle specie di piante ai cambiamenti climatici. Confermati i danni ai boschi del Mendrisiotto.

Tra chi quest’anno ha sofferto la siccità c’è anche il bosco di protezione, soprattutto nel Mendrisiotto, dove è ormai certo: alcuni alberi a primavera non rifioriranno. Ce lo conferma il capo della Sezione forestale Roland David: "Abbiamo bisogno di almeno un paio d'anni per un bilancio complessivo. Quel che è certo è che un danno c'è stato. D'altronde, è lì da vedere".

Uno studio sul clima che cambia

Vista la tendenza futura, uno studio a livello nazionale sta sperimentando sul terreno come le specie di piante si stiano adattando al clima che cambia. L’Alpe di Cima Pianca sopra Novaggio è una delle 57 aree in tutta la Svizzera, diverse per altitudine e regione, scelte per studiare l’adattamento delle specie ai cambiamenti climatici, specialmente alle estati sempre più calde previste dagli esperti. L’obiettivo è conoscere i loro limiti e comprendere quale clima meglio si adatti a ognuna. "L'idea generale non è rivoluzionare il tessuto arboreo - spiega Roland David a Ticinonews - ma capire il comportamento delle diverse specie di piante in un contesto diverso da quello dove solitamente crescono, in ottica futura".

Perdere i boschi di protezione? "Impensabile"

Già nel 2020 l’Istituto federale di ricerca, da cui il progetto è partito in collaborazione con l’Ufficio federale dell’ambiente e i Cantoni, aveva messo in guardia: alcune specie come l’abete rosso e il faggio hanno già iniziato a indebolirsi. Ciò che non ci si può permettere: sono proprio i boschi a proteggere da valanghe, smottamenti, caduta massi. "L'alternativa è intervenire con delle opere di premunizione, assolutamente deleterie sul piano paesaggistico. Inoltre, i costi iniziali di realizzazione e poi di manutenzione sarebbero ingenti", commenta David. "Perdere un bosco di protezione è un'ipotesi che non può essere tenuta in considerazione".

Piano energetico, ma anche climatico

In futuro i cambiamenti climatici saranno sempre più prepotentemente d’attualità. Il bosco è un aspetto, ma il Cantone, secondo Claudio Zali, se ne sta occupando a 360 gradi. "Stiamo aggiornando il Piano energetico cantonale. La novità è l'introduzione di una parte climatica, con misure e proposte volte a mitigare gli effetti negativi sulla popolazione del cambiamento climatico".