
Il Comitato Centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitosi a Lugano sabato 3 settembre 2016, si è occupato di stabilire la strategia da adottare per contrastare la proposta, recentemente avanzata dalla maggioranza parlamentare borghese, di convertire in prestiti un terzo delle borse di studio per il bachelor.
"Data la portata della misura di risparmio, che andrebbe a colpire duramente un gran numero di studenti universitari (e con essi le rispettive famiglie), già oggi in seria difficoltà nel trovare un impiego consono alla propria formazione", il consesso esecutivo del sindacato ha deciso di adottare due provvedimenti volti a respingere i nuovi tentativi di smantellamento dell'istruzione pubblica.
Il primo, come si legge in una nota stampa odierna, "consiste nella messa in stato di agitazione del corpo studentesco ticinese: a seconda degli sviluppi delle prossime settimane, il SISA si riserva la possibilità di convocare una mobilitazione degli studenti che faccia comprendere alla classe politica il malessere vissuto dai giovani di questo Cantone, fortemente contrari a subire un nuovo attacco al diritto allo studio."
In secondo luogo, si legge ancora nel comunicato, "qualora la proposta della maggioranza dovesse trovare il consenso del Gran Consiglio, il Comitato Centrale ha deciso ufficialmente, come già dichiarato alla stampa dai coordinatori del Sindacato, di lanciare un referendum contro la modifica della Legge sugli aiuti allo studio (Last). Vista la già manifestata adesione della Gioventù Comunista (GC) e della Gioventù Socialista (GISO), il SISA auspica la creazione di un comitato referendario giovanile che possa opporsi in modo efficace a questa ulteriore tappa dello smantellamento della scuola pubblica."
"NO alla messa in vendita del nostro futuro!" conclude il SISA. "SÌ a pari opportunità di formazione per tutti!"
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