
La questione l'ha sollevata Manuele Bertoli in un'intervista rilasciata a Ticinonews. E oggi, sulle colonne de laRegione Ticino, il direttore del Dipartimento del Territorio dice la sua. Prendendo le distanze dal Mattino della Domenica e dalla pagina "Rom, Raus! O campi di lavoro". "Quella pagina - dice Marco Borradori - non la condivido". E ancora: "Di sicuro la prima pagina del Mattino non ha usato il metodo giusto" per affrontare "determinate tematiche" davanti alle quali sarebbe comunque "sbagliato chiudere gli occhi". Borradori ricorda poi alcune occasioni in cui il suo presidente "era andato un po’ sopra le righe" e lui si era "distanziato nettissimamente". E qui parte la stoccata al presidente del PS: "Non ho dunque bisogno di prendere lezioni - dice il ministro al quotidiano bellinzonese - su come, quando e perché reagire alle esternazioni di Giuliano Bignasca". Perché "in questi anni in governo - aggiunge - credo di avere dimostrato che principi come tolleranza e rispetto sono per me centrali, sempre. Spero comunque di non dovere ogni settimana dire che la penso diversamente. Ripeto: il mio presidente non è sotto la mia tutela; quando sbaglia glielo dico". "La violenza verbale è grave, beninteso, e va stigmatizzata - conclude Borradori, riferendosi agli atti di vandalismo contro la Lega e Bignasca - ma la violenza fisica e le minacce sono pure dei fatti da condannare".
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