
Gli effetti dell'immigrazione dai Paesi dell'Unione europea sono positivi per i grandi agglomerati svizzeri. È la conclusione di uno studio commissionato da dieci città svizzere - Zurigo, Ginevra, Basilea, San Gallo, Bienne, Berna, Losanna, Lucerna, Winterthur e Lugano - all'ufficio di ricerca e consulenza INFRAS.
Gli autori dello studio rilevano che l'immigrazione ha rafforzato la capacità economica del Paese, aumentato la diversità sociale e incoraggiato la ricerca e l'innovazione. Fanno notare inoltre che il 57% degli immigrati è titolare di un diploma di un'alta scuola o di un'università, contro il 38% di svizzeri. Un fattore che ha rafforzato la nostra economia, secondo gli autori, che non vedono indizi di un'esclusione della manodopera locale dal mercato del lavoro, né di pressione sui salari. L'unico aspetto negativo dell'immigrazione sarebbe da ricercare nel mercato dell'alloggio, secondo gli autori dello studio, a causa della tensione scaturita dalla maggiore richiesta di abitazioni. Ma il bilancio è nel complesso estremamente positivo.
Nove città su dieci hanno accolto con favore i risultati dello studio. L'unica a prenderne le distanze è Lugano, come spiega il sindaco Marco Borradori sul Corriere del Ticino di oggi.
"Sui risultati intermedi e finali nutro delle perplessità" afferma Borradori. "Il 38% della popolazione cittadina è straniera e l'integrazione funziona, ma abbiamo un problema con il frontalierato. A due livelli: il primo è l'effetto di sostituzione della manodopera, che si riscontra anche nelle banche e nei servizi. Diverse persone mi hanno personalmente riferito di esserne vittime. E poi l'aspetto del traffico, che oltre a gravare su una rete già parecchio congestionata finisce anche per penalizzare l'economia."
Il sindaco di Lugano ha fatto presente questi aspetti agli autori dello studio. "Abbiamo avuto tre incontri e sempre sono stati fatti tutti gli opportuni distinguo" spiega Borradori. "C'è una comprensione politica dei problemi, ma lo studio ha una dimensione nazionale che non si rispecchia nella nostra realtà. Intendiamoci, almeno sette città hanno una situazione positiva. Ginevra e Basilea invece hanno a loro volta sollevato delle perplessità. Se avessi potuto prendere parte alla presentazione lo avrei fatto presente: lo studio andava fatto, ma il risultato non può essere condiviso."
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