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Ticino
Borradori chiude citando Fra Martino Dotta
Redazione
12 anni fa
La chiosa del Sindaco di Lugano - al suo discorso di Capodanno - richiama i cittadini a non demandare tutto ai politici

Tempo di discorsi del primo del'anno anche a Lugano, col Sindaco Marco Borradori che ha parlato in occasione della Cerimonia di Capodanno, tenutasi al Palazzo dei Congressi.

Qui, di seguito, il testo integrale del suo intervento:

"Care concittadine, cari concittadini,autorità civili e religiose,cari amici, cari ospiti,vi saluto affettuosamente e vi auguro di cuore un felice Anno Nuovo!Che il 2015 possa essere, per tutti voi e per i vostri cari, un anno ricco di serenità e disoddisfazioni in tutti gli ambiti della vostra vita! E grazie di essere qui.La cerimonia del primo dell’anno è per me un momento intenso, un’occasionespeciale per condividere riflessioni sul periodo appena trascorso e auspici per quelloche ci apprestiamo a vivere, rinnovando ancora una volta il nostro patto d’affetto eresponsabilità nei confronti della nostra città. Per me, quest’anno rappresenta anche ilgiro di boa, il primo anno intero vissuto da Sindaco, dodici mesi intensissimi, di cuisono fiero e intimamente soddisfatto.Il rito di inizio anno si ripete immutato, eppure ogni volta ha in sé qualche cosa dinuovo, è un universo di possibilità che si dischiude, una piccola porta aperta allasperanza, e oggi ci prepariamo a vivere il nuovo anno con fiducia e aspettative.La speranza e l’attesa di ciò che avverrà cristallizzano il presente in un attimoassoluto: oggi possiamo dare forma ai nostri sogni.Il 2014 è stato per me e per i miei colleghi di Municipio un anno particolarmenteintenso, impegnativo e ricco di sfide che abbiamo raccolto con fermezza e tantavoglia di far bene; ma a infonderci ancora più forza e perseveranza, per portare acompimento gli obiettivi prefissati attraverso politiche concrete e responsabili, è statala consapevolezza di quanta energia, operosità, generosità e mutuo sostegno hannosaputo esprimere, in un periodo non certo facile, tutte le forze vive della società.

Io sono convinto che il lavoro, la costanza, l’impegno, la trasparenza e i sacrificiespressi in ogni ambito paghino sempre, e la politica non fa certo eccezione.Promuovere un clima di condivisione e responsabilità è condizione imprescindibileper uscire dalle secche della crisi. Ciascuna realtà politica e sociale deve coinvolgersi,attivarsi per il bene della collettività, anche a costo di qualche rinuncia. Dialogare,mettersi in discussione, prendere il buono da qualsiasi parte arrivi: questa è la stradagiusta per realizzare le nostre potenzialità, affinché le politiche intraprese sianoefficaci e abbiano continuità nel tempo.Il primo grande obiettivo del Municipio è arduo e ambizioso: uscire dalle cifre rossenel 2018 attraverso una graduale riduzione del disavanzo, partendo nel 2015 da undeficit massimo di 30 milioni di franchi. Questa prima tappa sembrava molto lontanadal realizzarsi: il disavanzo teorico ammontava, infatti, a oltre 60 milioni di franchi.Ma ce l’abbiamo fatta.È stato un lavoro complesso, fondato su tre pilastri.Il mantenimento di buoni standard qualitativi nei servizi erogati; l’attenzione verso ibisogni delle fasce più deboli; e una progettualità in grado di generare nuovecondizioni di crescita, di sviluppo e di benessere per i cittadini.La storia della nostra città è la vostra storia: quella di persone nate e cresciute in unquartiere, oppure originarie di comuni prima indipendenti e ora aggregati, oppure,ancora, di nuovi cittadini che hanno scelto di vivere qui e che – ognuno secondo lasua misura - contribuiscono allo sviluppo della città. Non possiamo dimenticare, aquesto proposito, che a Lugano sono rappresentate ben 145 nazionalità! Il mioauspicio è che riusciamo a fare sempre maggiori passi in direzione di un’integrazioneconsapevole e capace di valorizzare le peculiarità di ognuno, affinché il motto dellaConfederazione sia anche il nostro: “Tutti per uno, uno per tutti”.Siamo ancora in un processo d’integrazione anche per quanto concerne il territoriocittadino (forse non tutti sanno che Lugano oggi è la seconda città svizzera perestensione territoriale). Dedicare la giusta attenzione ai nostri 21 quartieri è quindianche un atto di riconoscenza. Sappiamo che alcuni si sono aggregati a Lugano conaspettative figlie di tempi migliori: comprendiamo una certa delusione ma occorreandare oltre - sapendo che tutti stiamo facendo del nostro meglio - e modulare ibisogni sulla realtà odierna.Non possiamo e non vogliamo tornare al passato, perché questa sfida ci sta facendocrescere e maturare. Invitiamo quindi tutti a condividere il lavoro in atto, poichésiamo pienamente consapevoli del fatto che ogni quartiere è una risorsa preziosa,l’espressione più bella e autentica dei valori, delle tradizioni e delle specificitàdell’identità della nostra città.

Curare il luogo in cui viviamo conservando la memoria storica del nostro territorio;promuovere iniziative che creino un circolo virtuoso e siano una fonte dirigenerazione sociale, economica e culturale: questi sono gli obiettivi che vogliamoperseguire.Lugano è una città ancora a misura d’uomo, con una buona qualità di vita, attrattivadal profilo economico, turistico, sociale e culturale. La complessità delle situazioniesige però una scala di riferimento più ampia, a livello regionale e cantonale, cosìcome un’estrema flessibilità degli strumenti per sostenere e armonizzare lo sviluppodi tutto il Luganese.Il Municipio si è impegnato quindi nella politica regionale, operando in sinergia conl’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese per favorire la realizzazione di progettiinnovativi, ad alto valore aggiunto e a sostegno dell’occupazione. In un momento diprofondo cambiamento strutturale dell’economia e della società, solo facendo sistemasarà possibile rafforzare il tessuto regionale e trovare alternative a vecchi modelli disviluppo.Notevole è stato anche l’impegno della Città nella Piattaforma Cantone-Comuni, perridare centralità e autonomia all’ente locale, continuando a essere partner autorevolidel Cantone nella pianificazione delle strategie di sviluppo del territorio. Perciò laricerca di dialogo, collaborazione e confronto con gli altri enti pubblici proseguiràanche nei prossimi anni.Ma il 2015 offrirà anche momenti di divertimento e passione: sarà un annoall’insegna dello sport, con l’arrivo della 17. tappa del Giro d’Italia in centro città. Unevento internazionale che permetterà di festeggiare nel migliore dei modi il 125.anniversario del Velo Club Lugano e di far conoscere mondialmente (non esagero) lebellezze della nostra regione.Sarà poi anche un anno all’insegna della cultura, con l’inaugurazione del nuovocentro culturale nel mese di settembre. Oggi, a lavori pressoché ultimati, fa già uncerto effetto passeggiare nella grande piazza che abbraccia il LAC, la Chiesa di SantaMaria degli Angioli e il Convento con i suoi meravigliosi affreschi; uno spaziopubblico restituito a nuova vita a beneficio di tutti i cittadini.Il LAC nasce grazie a un investimento molto importante della Città. Il mio auspicio èche questo sforzo sia ripagato nel modo migliore, attraverso una politica culturalesostenibile ed efficace. Il LAC dovrà essere un elemento di forza nel contesto locale, nazionale e internazionale, tale da valorizzare il nostro territorio e rafforzare l’identitàdi Lugano come crocevia culturale tra il Nord e il Sud. Ma non solo: dovrà diventareanche un luogo di aggregazione, di sperimentazione, di confronto e di raccolta delleesperienze creative, riservando la giusta attenzione alle giovani generazioni.Mi piace anche pensare che siamo diventati una città più attenta alla cura del nostropatrimonio verde: le opere di riqualifica e di messa in sicurezza del fiume Cassarate ela rivitalizzazione della foce hanno permesso di rendere fruibile alla popolazioneun’area inutilizzata confinante con i quartieri urbani, e di beneficiare di un’oasi dibiodiversità in pieno centro.Le nuove scuole dell’infanzia a Barbengo e a Cassarate sono state edificate nel pienorispetto della tutela dell'ambiente e della salute dei bambini, attraverso l’impiego dimateriali riciclabili e a basso impatto ambientale, con ridotte spese di manutenzione edi riscaldamento. Dobbiamo proseguire su questa strada con convinzione.L’evento di oggi vede quali protagonisti i nostri giovani: li ho seguiti ieri con gioia eanche con emozione durante le prove dello spettacolo. Il loro entusiasmo e la loroenergia sono davvero contagiosi, e ci consentono di volgere lo sguardo al futuro conottimismo e con fiducia.Ringraziando le ragazze e i ragazzi presenti qui oggi, ringrazio idealmente anche tuttii giovani che vivono, studiano, lavorano a Lugano e sono attivi nella nostra città.Sono consapevole che il periodo non è dei più semplici, soprattutto dal profilolavorativo. A questo riguardo, il Municipio ha stanziato recentemente un credito (di500'000 franchi) destinato a misure di supporto al collocamento delle fasce più arischio della popolazione.Un abbraccio affettuoso anche a tutti i nostri anziani: sono molto spesso loro il nostroconforto e il nostro sostegno; la loro saggezza è una fonte di crescita, in particolareper le giovani generazioni.Auguri di Buon Anno anche a tutti i dipendenti della Città di Lugano: grazie per lavostra dedizione e per il vostro impegno quotidiano.Un augurio particolare lo rivolgo anche a coloro che nelle più diverse forme sidedicano agli altri, nella consapevolezza che la vita non può essere vissuta nella suapienezza se si dimentica chi vive una condizione di disagio.Un grazie sentito alle tantissime associazioni di volontariato – sono circa 800 – cheho avuto il piacere di incontrare lo scorso 5 dicembre in occasione della Giornatainternazionale dei volontari.

A questo proposito vorrei chiudere con le parole di Fra Martino Dotta: “La miaimpressione – dice Fra Martino - è che si demandi tutto ai politici, invece servirebbeuna presa di coscienza dei cittadini. Qual è il nostro contributo all'uscita dalla crisi?Rimpiangere i tempi di vacche grasse o adeguare le nostre pretese ed essere piùsobri e realisti? Bisogna interrogarsi assieme sulle vere priorità e non lasciare ledecisioni impopolari soltanto alla politica. Bisogna rafforzare la coscienza diquartiere, ricostruire quel tessuto sociale perduto, ad esempio con il volontariato opiù semplicemente aiutando il proprio vicino di casa” (intervista rilasciata al Corrieredel Ticino nel mese di dicembre).La gratificazione sincera che deriva dal donarsi crea, infatti, un circolo virtuoso, unarete sociale che contrasta la solitudine e l’emarginazione.Grazie di cuore e ancora auguri di Buon Anno a tutti!

Marco BorradoriSindaco di Lugano"

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