
Boris Bignasca, regista per la Lega, dell’assemblea della Corsi, colui cioè che si è occupato della scelta dei candidati leghisti e delle strategie assembleari del Movimento, dice: “Sono parzialmente soddisfatto. La Lega per la prima volta è entrata nella CORSI con due nomine assembleari. Ora inizia il lavoro per cambiare la RSI, combattendo soprattutto gli sprechi e le assunzioni di frontalieri. Adesso ci aspettiamo che il Governo riequilibri questo consiglio con 2 nomine leghiste, in modo che la Lega si possa avvicinare al 25% di presenze che è la percentuale che rispecchia il voto. I grandi sconfitti sono i liberali radicali, che non sono riusciti ad eleggere Alex Farinelli e Edo Bobbià perché come nel paese la loro base è divisa. Purtroppo i dipendenti si sono schierati aziendalmente con la sinistra, rintanandosi nel loro fortino dorato da 240 milioni”.Dal canto suo, Marco Romano, regista del PPD, è molto soddisfatto "per la mia rielezione e anche per il risultato del partito, perché abbiamo ottenuto il 100%, e dunque la nostra strategia si è rivelata giusta. Inoltre, il risultato di Luigi Pedrazzini lascia ben sperare per la presidenza". "L’assemblea - aggiunge Romano - ha dato ampio spazio per le associazione, più di quanto ci si aspettava, e in questo spazio, di fianco al nostro buon risultato, è forse eccessivo il risultato di persone vicine al PS. Un risultato eccessivo anche nelle nomine partitiche. Noi come PPD abbiamo presentati tre candidati, come PLR e Lega, i socialisti ne hanno presentati quattro, e ci hanno un po’ spiazzato: un atteggiamento che non è il massimo della concordanza e non rispetta i rapporti di forza".
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