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Ticino
Boris Bignasca, il Corriere della Sera e quel "vaffa"
Boris Bignasca, il Corriere della Sera e quel "vaffa"
Boris Bignasca, il Corriere della Sera e quel "vaffa"
Redazione
10 anni fa
Un editoriale prende di mira la presenza del ticinese a Pontida. "Un brutto colpo per un elettore leghista"

Sta facendo discutere in Italia la partecipazione, dieci giorni fa, del deputato ticinese Boris Bignasca al tradizionale raduno della Lega Nord a Pontida.

O meglio, inizialmente il discorso del ticinese sul palco non aveva suscitato particolari reazioni, ma ora che il nostro Cantone ha accettato l'iniziativa "Prima i nostri", sostenuta da Bignasca ma vista come uno schiaffo ai lombardi da parte dei politici della Lega Nord, la presenza del deputato leghista a Pontida sta invece facendo storcere parecchi nasi.

Come quello del giornalista del Corriere della Sera Marco Cremonesi, che oggi dedica al figlio del Nano un editoriale intitolato "Il «vaffa» che scuote la Lega, Ticino e frontalieri".

"Era stato presentato con enfasi: il primo non leghista sul palco dello storico raduno di Pontida" scrive l'editorialista del quotidiano milanese. "Hurrà. Lui si chiama Boris Bignasca ed effettivamente non è leghista. Ma fino a un certo punto: è deputato del Gran Consiglio per la Lega dei ticinesi. Ed è il figlio dello scomparso Giuliano, che quel partito ha fondato su ispirazione di Umberto Bossi. Partito fratello, insomma."

"Fatto sta che a pochi giorni dal referendum che in Svizzera ha detto no ai frontalieri italiani, uno dei suoi promotori era l’ospite d’onore del raduno padano" fa notare Cremonesi. "È chiaro a tutti che al centro del referendum sono gli abitanti di due province simbolo per la Lega (Nord, non Ticinese), i comaschi e i varesini. Sono loro quelli che, nel caso di un concreto giro di vite sui lavoratori non residenti, faranno le spese del «Prima i nostri» (così si chiamava il comitato dei promotori in Svizzera)."

Secondo Cremonesi si tratta di "un brutto colpo per un elettore leghista".

"Non c’è soltanto il misurare sulla propria pelle che cosa significa il «prima noi». È anche una questione di tempismo. Una settimana prima del «vaffa» svizzero a comaschi e varesini, l’invitare chi il vaffa lo predica da sempre è, come minimo, spettacolare" scrive ancora il giornalista del Corriere della Sera.

"Ma ai leghisti non bastava ancora" conclude Cremonesi. "E così ieri, su loro proposta, il consiglio regionale ha approvato una soave mozione in tema di cabotaggio. Chiede di «creare un quadro giuridico certo con la Svizzera per facilitare la mobilità transfrontaliera». Un tema antico, se ne parla da anni. Ma gli ineffabili leghisti lo hanno messo a segno ieri. A una settimana giusta dal «vaffa»."

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