
Lo scorso novembre in Ticino un comitato borghese si è schierato contro il secondo tunnel del San Gottardo. Oggi, secondo lo stesso principio, ma a livello nazionale, è stato presentato a Berna il raggruppamento "No! comitato borghese contro la seconda canna".
L'alleanza di centro-destra ha svelato i propri argomenti che vanno contro il progetto di legge del Consiglio federale e del parlamento. Secondo il consigliere agli Stati Thomas Minder (indipendente/SH) una seconda galleria sarebbe un'"aggressione" della volontà popolare che porterebbe pericoli provocati dai mezzi pesanti europei.
Il ticinese Antoine Turner, membro del PLR, ha sottolineato in conferenza stampa a Berna che la situazione stradale in Ticino è già intollerabile, e un raddoppiamento del San Gottardo non farebbe che peggiorare la situazione.
Inoltre, investire così tanto denaro in un progetto che non porta alcun tipo di plus valore è un nonsenso dal punto di vista della politica finanziaria, ha rincarato la consigliera nazionale Isabelle Chevalley (PVL/VD).
Per quel che riguarda l'isolamento del canton Ticino dal resto della Svizzera, il problema sarebbe risolvibile con un sistema di trasferimento sui binari, ha sostenuto la consigliera nazionale Maja Ingold (PEV/ZH). A suo dire, grazie alla Nuova ferrovia transalpina (NFTA) vi sarebbe più sicurezza e non bisognerebbe aspettare i 20 anni necessari per realizzare una seconda canna.
"Il conto alla rovescia per l'inaugurazione della galleria di base è cominciato. Fra un anno, il tunnel più lungo al mondo sarà operativo", una seconda galleria del San Gottardo equivarrebbe a "sabotare questo investimento di 20 miliardi, riducendone la portata", le ha fatto eco la Chevalley.
Secondo il consigliere agli Stati Konrad Graber (PPD/LU), un raddoppio della galleria del San Gottardo va evitato, oltre che per un rapporto costi/benefici negativo, per la tortuosità del progetto di legge necessario. "Il progetto mette in dubbio la credibilità della nostra democrazia (...), la Costituzione vieta l'estensione della capacità di transito nelle regioni alpine", mentre una seconda canna è un "preludio tecnico" in questo senso.
Il "senatore" afferma che credere all'utilizzo di una sola corsia nei due tunnel equivale a "credere alla cicogna, al coniglio di Pasqua e a Babbo Natale contemporaneamente". Il progetto scalfisce i diritti politici, la libera informazione e la volontà dei cittadini.
Il comitato è copresieduto, oltre che dai liberali radicali ticinesi Moreno Colombo (sindaco di Chiasso) e Claudio Bordogna (ex granconsigliere), dai consiglieri agli Stati Graber, Minder e Markus Stadler (PVL/UR) e dai consiglieri nazionali Chevalley, Ingold e Barbara Schmid-Federer (PPD/ZH).
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