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Ticino
Bordoni-Brooks: "Ticino presto come gli USA"
Redazione
13 anni fa
Sempre più casi di minacce, non solo verbali, contro i docenti da parte dei genitori. "Provvedimenti prima che sia troppo tardi"

Un altro anno scolastico è finito. C'è chi è stato promosso, chi è stato bocciato. Chi ha accettato la propria sorte e chi no. O piuttosto ci sono dei genitori che non hanno accettato la sorte del proprio pargolo. E la colpa, in molti casi, su chi ricade? Ovviamente non sul figlio prediletto, bensì sui crudeli docenti. Che si permettono di rimandare un "così bravo studente". L'incomprensione mista a rabbia dei genitori si tramuta sempre più spesso in minacce. Verbali ma non solo. In alcuni casi sono girati pure dei coltelli. Intimidazioni ai docenti che solo per miracolo non sono ancora sfociate in episodi di sangue. Una tendenza, quella delle minacce ai docenti, in forte crescita. Episodi del genere sono sempre più frequenti. Se ne parla in giro, tra genitori o tra compagni di scuola, sui social network e a volte sui media. Raramente, perché la maggior parte di questi casi rimangono sommersi. A Lugano, come nel resto del Cantone, il fenomeno è presente. E preoccupa. In particolare la consigliera comunale Francesca Bordoni Brooks (PPD), che in data odierna ha depositato un'interpellanza al Municipio sul tema. Il suo collega di partito Armando Boneff ne depositerà a breve una simile al Governo ticinese. Bordoni Brooks chiede quante segnalazioni di questi episodi sono giunte al Municipio, che tipo di provvedimenti vengono presi per tutelare gli insegnanti e se esiste l'obbligo da parte delle direzioni degli istituti di segnalare gli episodi al dicastero. "Noi constatiamo, parlando con i genitori ma anche seguendo i social network, un forte aumento di questi casi" spiega Bordoni Brooks. "La nostra scuola sta andando nella direzione di quella americana, dove la violenza è all'ordine del giorno. Vogliamo quindi sapere dalle autorità qual è effettivamente la situazione." Un'interpellanza, quella di Bordoni Brooks, volta più che altro a tirare un bilancio sul fenomeno. "Ma se il Municipio, rispettivamente il Governo, dovessero dire che è tutto a posto, analizzeremo ulteriormente il problema e presenteremo nuovi atti parlamentari per cercare di porvi freno. Non vogliamo che i nostri docenti debbano girare armati!"

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