
L’estrazione dei numeri di lista per il Consiglio Nazionale per le elezioni federali di ottobre, tenutasi questa mattina a Bellinzona, ha fatto registrare un numero inedito. In passato non si era infatti mai arrivati a 33 compagini. “Abbiamo effettivamente fatto il record. Sono 10 liste in più rispetto a quattro anni fa”, conferma il cancelliere Arnoldo Coduri ai microfoni di Ticinonews. “Come consolazione, guardando agli altri cantoni vediamo che Argovia ne ha addirittura 52. Disponiamo comunque di bussolotti a sufficienza per arrivare fino a 50 liste; ne abbiamo ordinati apposta su un sito online nell’ottica che forse tra quattro anni, con un maggior interesse, ci saranno ulteriori partiti”. In ogni caso “la problematica di congiunzioni e sottocongiunzioni allunga effettivamente il numero delle liste in lizza per la Camera Bassa”.
Un “blocchetto” sempre più spesso
Con il sistema elettorale vigente per nominare il Consiglio Nazionale, i partiti si ritengono infatti avvantaggiati se presentano più liste. “Il famoso 'blocchetto' con le schede avrà 36 pagine, perché oltre alle 33 liste sopracitate ci sarà anche quella di sintetizzazione e, inoltre, una pagina di spiegazioni”, prosegue Coduri. “Diciamo che il blocchetto sta diventando spesso”. Una situazione, questa, certamente non ottimale, ma c’è di più: delle 33 liste estratte per il Nazionale, 20 sono tematiche e per legge devono condividere il nome con il partito principale. Per fare un esempio, i Verdi compaiono tre volte nei primi cinque numeri, nonostante la lista principale sia al 26.

Il rischio di confondersi, se non si presta la dovuta attenzione, è alto e questo a causa di un sistema elettorale proporzionale che spesso premia congiunzioni e sottocongiunzioni. Le liste congiunte o sottocongiunte sommano infatti i voti, e i seggi vengono assegnati e poi spartiti all’interno delle congiunzioni. Più grande è il pacchetto, più basso è il rischio di perdere seggi. Se a questo si aggiunge il fatto che più candidati equivale a più amici, più parenti e più campagna, l’inflazione delle liste è pressoché inarrestabile.
I possibili accorgimenti
Cambiare una legge elettorale non è semplice, ma un aiuto agli elettori lo si potrebbe fornire con un’assegnazione dei numeri più ordinata. “Probabilmente la confusione si genera perché la numerazione è data dal caso e si trovano perciò congiunzioni e sottocongiunzioni ripartite all’interno di 33 numeri che non sono esattamente in linea l’uno con l’altro”, spiega Coduri. “Una possibilità potrebbe essere quella di mettere la lista principale con il numero e poi un sottonumero per le sottocongiunzioni. Ma questo sarà un tema per il futuro”.
Leoni: “La democrazia dovrebbe essere semplice”
A ottobre toccherà agli elettori esprimere le proprie preferenze. La strategia delle sottoliste si rivelerà vincente? Davvero chi ne ha di più sarà avvantaggiato? Secondo il giornalista Andrea Leoni, intervenuto nel corso di Ticinonews, “queste sono le regole del gioco. La legge elettorale offre questa possibilità ed è chiaro che se si vuole giocare ad armi pari la partita con gli altri occorre sfruttarla, anche se a me è una cosa che non piace per niente, perché penso che la democrazia debba essere semplice. Quando diventa complicata, furba, non è bello, anche perché si rischia di creare troppa confusione in chi deve andare a votare. Ripeto, tatticamente i partiti sono quasi obbligati a scegliere questa strada perché se uno non lo fa e tutti gli altri sì, chi non lo fa è svantaggiato. Io credo tuttavia che i partiti siano in grado, con otto nomi sulla lista, di esprimere tutte le sensibilità del paese che intendono rappresentare”, conclude Leoni.

