
Continua ad aumentare nel nostro Cantone il numero di cittadini stranieri che beneficiano dell'imposizione globale secondo il dispendio, i cosiddetti globalisti.
Tra il 2005 ed il 2014 il loro numero è quasi raddoppiato, da 550 a 995, una cifra che colloca il Ticino al terzo posto in Svizzera per numero di globalisti, dietro a Vaud e Vallese.
Lo scrive il Consiglio di Stato nella risposta ad un'interrogazione inoltrata nel giugno 2013 dal deputato Paolo Sanvido (Lega dei Ticinesi).
Il granconsigliere poneva una serie di domande sulla perdita di concorrenzialità fiscale del Ticino nei confronti degli altri Cantoni e chiedeva in che modo si intende risalire la china.
Il Governo riconosce che la posizione del Canton Ticino nella classifica intercantonale non è delle migliori. Ricorda però che il confronto si riferisce ai vari capoluoghi cantonali e che Bellinzona, con il suo 95%, ha un moltiplicatore d'imposta ben più elevato della media cantonale.
Inoltre, sottolinea il Governo, "grazie ad un sistema fiscale molto sociale e favorevole alle famiglie con figli, sul piano intercantonale il nostro Cantone risulta essere tra i più concorrenziali per i redditi bassi e medio-bassi."
Tornando alle domande di Sanvido, il Consiglio di Stato spiega che "la scarsa concorrenzialità fiscale del Ticino non ha comunque impedito negli ultimi anni di attrarre realtà imprenditoriali." Il numero di persone giuridiche è infatti aumentato del 27% dal 2009 a oggi, raggiungendo le 31'719 unità.
La scarsa concorrenzialità del Ticino per i redditi elevati, prosegue il Governo, "è comunque parzialmente compensata dalla sempre maggiore attrattività esercitata dal nostro Cantone sui cittadini stranieri che scelgono di venirvi a risiedere anche in funzione dell'imposizione globale", elencando le cifre già citate in apertura di articolo.
Il Governo ripercorre poi tutti i tentativi di rendere più attrattiva la fiscalità ticinese messi in atto dal DFE negli ultimi anni. La stragrande maggioranza di questi, però, si è infranta o contro la maggioranza del Governo, o contro la maggioranza del Parlamento, o contro la maggioranza del Popolo.
Ora, "complice il susseguirsi di crisi economiche e di decisioni provenienti dall'alto non sempre favorevoli ai Cantoni", le prospettive finanziarie del Cantone non permettono di avere lo spazio di manovra necessario per poter mettere in pratica una politica di massiccia riduzione delle imposte, spiega il Governo.
Ricordando infine che nel maggio 2014 il DFE ha presentato il rapporto sulla revisione delle stime immobiliari, attualmente in consultazione: "Un progetto che permetterebbe di implementare tutta una serie di sgravi fiscali mirati volti a rafforzare la competitività del nostro Cantone sia sul fronte delle persone fisiche, sia sul fronte delle persone giuridiche."
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