
Esplodono le segnalazioni di lavoro nero in Ticino. Se nel 2014 gli avvisi pervenuti all'Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro erano ancora 728, l'anno scorso sono saliti a 1850. I settori più colpiti sono il ramo della ristorazione, del commercio e dell'edilizia. Lo rivela il rapporto d'attività della Commissione tripartita, i cui dati sono riportati nell'edizione odierna del Corriere del Ticino.
I settori con il maggior numero di segnalazioni sono tuttavia anche quelli più esposti, evidenzia lo studio, ovvero dove è più facile individuare i casi sospetti. La ripartizione per ramo economico non è dunque necessariamente indicativa dell'esistenza più marcata di lavoro nero.
Il rapporto fornisce anche una fotografia sull'evoluzione delle prestazioni transfrontaliere, ossia la presenza di distaccati e indipendenti sul territorio ticinese. Le notifiche sono rimaste in sostanza invariate rispetto al 2014, attestandosi a 14'383 unità. Ad essere maggiormente toccato dal fenomeno delle notifiche è il settore dell'edilizia e dell'artigianato, dove confluiscono il 53,5% di distaccati e padroncini, nonché il 35,4% delle persone notificate.
Per il presidente di GastroTicino Massimo Sutter i dati preoccupano e sono un chiaro segno del malessere di dipendenti e datori di lavoro. Ma l'aumento delle segnalazioni "non sta a significare che ci sia stato un aumento del lavoro nero. Diciamo che la crisi probabilmente aiuta a cercare sotterfugi per far quadrare i conti".
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