Cerca e trova immobili
Alloggio
Boom di AirBnb a Lugano, Zoppi: «Monitorare e intervenire»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
6 ore fa
In 5 anni il numero ha subito un'impennata: da poco più di 250 a 1'130. "Un fenomeno da monitorare" sostiene Carlo Zoppi, esponente de La Sinistra riferendosi agli sfratti di interi stabili per adibirli ad 'alloggi vacanza'. Un gestore nel ramo fornisce la sua testimonianza.

Il fenomeno degli affitti brevi è in forte crescita e a Lugano il tema è sempre più al centro del dibattito politico. Dopo una prima interrogazione interpartitica al Municipio, coordinata dall’esponente della Sinistra Carlo Zoppi, si apre un nuovo capitolo. L’obiettivo è fare chiarezza su un fenomeno in rapida evoluzione. «Vogliamo avere maggiori informazioni su come sta evolvendo il fenomeno, su come viene riscossa la tassa di soggiorno e su quali misure amministrative e politiche sono previste per contenerlo», spiega Zoppi a Ticinonews.

Da 266 a oltre 1'120 airbnb in cinque anni

I numeri confermano la crescita. Secondo i dati di Lugano Region, nel 2020 gli appartamenti destinati ad affitti brevi erano 266. Nel 2023 sono saliti a 856 e nel 2025 hanno raggiunto quota 1'127. Un aumento significativo che, secondo Zoppi, pone anche un problema politico. «La situazione è in forte evoluzione. Non si vuole criminalizzare il concetto di Airbnb o il privato che affitta una stanza. Il nodo è l’arrivo di grandi gruppi finanziari internazionali che acquistano interi stabili in centro, trasformandoli in appartamenti destinati agli affitti brevi».

Le condizioni

Un’abitazione secondaria può essere affittata per un massimo di 90 giorni all’anno. In ambito parlamentare si è discusso di un possibile aumento a 180 giorni. Oltre questo limite è necessario un cambio di destinazione ad uso casa vacanza. Il settore è regolato sia da leggi cantonali — come la LEAR e la LTur — sia da disposizioni comunali. «Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione enorme. Bisogna studiare il fenomeno e mettere in campo delle misure. Il Municipio deve decidere cosa fare: non intervenire non è la soluzione migliore per i residenti», aggiunge Zoppi.

Dare una vita agli appartamenti

Dal settore arriva però una lettura diversa. Ivan Longoni, direttore di Happy Rental, società attiva nella gestione di appartamenti turistici a Lugano, sottolinea il ruolo economico degli affitti brevi: «Si tratta di prendere in gestione appartamenti, valorizzarli e mettere a reddito quelli che oggi sono letti freddi». Longoni spiega anche come funziona concretamente il settore dal punto di vista regolatorio: «Come casa vacanza, valgono innanzitutto le regole del condominio: niente rumori, rispetto degli orari e della convivenza. Per la pubblicazione online, gli appartamenti devono essere registrati presso l’ente turistico con un numero identificativo. Va poi fatta la notifica al Comune. Oltre le 90 notti serve un cambio di destinazione d’uso a casa secondaria o casa di vacanza. Inoltre, sopra i sei posti letto, è necessaria un’autorizzazione secondo la LEAR con un gerente». E aggiunge un elemento critico per gli operatori: «La difficoltà principale è avere regole uniformi tra i diversi Comuni».

Il settore immobiliare

Per quanto riguarda il tema degli sfratti, Longoni invita a distinguere: «Noi non abbiamo sfrattato nessuno. Ci hanno dato in gestione uno stabile vuoto. Il fenomeno è legato piuttosto al settore immobiliare, che investe, acquista, rinnova e rivende o affitta a pigioni più elevate».