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Ticino
"Bonifaccio espulso dalla commissione LIA?"
"Bonifaccio espulso dalla commissione LIA?"
"Bonifaccio espulso dalla commissione LIA?"
Redazione
10 anni fa
Jelmini e Fonio interrogano il Governo dopo le accuse mosse al presidente dell’Associazione mastri gessatori

In un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato, i deputati Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini (PPD) pongono una serie di domande sulla CPR Sa di Barbengo, il cui titolare è il presidente dell'Associazione ticinese dei mastri gessatori Giancarlo Bonifaccio. Quest'ultimo proprio oggi è finito al centro di una dura presa di posizione dell'OCST, che lo accusa di aver trovato una soluzione "fai da te" per non applicare il CCL attualmente in vigore. I due deputati chiedono quindi al Governo se tali accuse corrispondono al vero e se del caso, di valutare la revoca della nomina di Bonifacio a membro all’interno della Commissione LIA (associazione creata per contrastare abusi e dumping salariale sui cantieri). 

"Nelle scorse settimane" ricordano i due deputati-sindacalisti, "il contratto collettivo del settore del gesso è stato disdetto dalla parte padronale. Tra le motivazioni che hanno portato a questa rottura vi è l’opposizione sindacale di accettare l’introduzione della figura del “garzone” con un salario più basso rispetto a quello ora contrattualmente previsto (24,60 CHF all’ora lordo base).

"Presidente dell’Associazione ticinese dei mastri gessatori è il titolare della CPR SA di Barbengo" sottolineano Fonio e Jelmini. "Lo stesso è stato pure nominato dal Consiglio di Stato su indicazione dell’UAE come membro di commissione della LIA, l’associazione creata per contrastare abusi e dumping salariale sui cantieri".

"Oggi però" proseguono i due deputati, "apprendiamo con un certo disagio che secondo quanto riportato da un comunicato stampa del Sindacato OCST, il Presidente dell’Associazione dei mastri gessatori e membro della commissione LIA avrebbe trovato una soluzione “fai da te” per non applicare il CCL attualmente in vigore. Nel comunicato l’OCST scrive che “In subappalto della CPR in un cantiere a Cadro è presente la ditta FVL gessi Sagl (ditta non iscritta alla Commissione paritetica né tantomeno alla LIA) che a sua volta impiega 3 propri dipendenti e 4 lavoratori di un’agenzia interinale con la mansione di “addetti carico/scarico materiale” con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora".

"In un cantiere a Canobbio la CPR è presente con 2 lavoratori" aggiungono Fonio e Jelmini: "Il primo regolarmente remunerato dalla CPR stessa, il secondo alle dipendenze della SBSicurezza Sagl (serrature di sicurezza), ditta che fa capo a allo stesso titolare della CPR SA con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora".

Viene poi citato il cantiere sul Monte Generoso: "La CPR è presente con 2 lavoratori regolarmente remunerati dalla CPR e altri 3 alle dipendenze della SBSicurezza Sagl (serrature di sicurezza), ditta che fa capo allo stesso titolare della CPR SA con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora".

A seguito delle pesanti accuse mosse al Presidente dell’Associazione mastri gessatori e membro della commissione LIA, i due deputati pongono le seguenti domande al Governo "alfine di non minare la credibilità delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi": "La CPR SA ha ricevuto nel 2016, 2015 e 2014 appalti pubblici? Se sì, per quali importi? Se sì, eventuali subappalti erano autorizzati e a quali ditte sono state subappaltate? Se le accuse mosse dal sindacato OCST fossero confermate, il Consiglio di Stato intende valutare la revoca della nomina dell’autorevole membro all’interno della Commissione LIA?"

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