
Mancano due giorni: due giorni e le porte del carcere che rinchiudono Flavio Bomio, si apriranno per qualche ora. Lunedì, alle assise criminali di Lugano, inizia il processo a carico dell’ex presidente e allenatore della società nuoto Bellinzona. Seduto in quell’aula, davanti alla corte presieduta dal giudice Marco Villa, dovrà rispondere della lunga lista di imputazioni stilata dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta nel suo atto d’accusa: atti sessuali con fanciulli, atti sessuali con persone dipendenti, coazione sessuale, atti sessuali con persone inette a resistere. Il giorno del giudizio, dunque, si avvicina. Come vicino, almeno nella memoria, è il 16 dicembre del 2011, quando il 70enne era stato arrestato. La denuncia di una delle sue vittime aveva permesso di scoperchiare quel vaso di pandora terribile. Anni di abusi e violenze, che uno dopo l’altro erano emersi nei racconti delle vittime che dopo quella prima denuncia avevano trovato il coraggio per farsi avanti. Una storia tremenda, lunga almeno 30 anni, costellata di reati per i quali ormai è scattata la prescrizione e di altri per i quali l’ex allenatore è ancora imputabile. Dalle 9.30 di lunedì, in quell’aula di Palazzo di giustizia, si racconterà la storia di almeno 15 ragazzi che tra il 1998 e il 2011 hanno subito molestie che arrivavano fino a veri e propri rapporti completi. E per Flavio Bomio, che durante gli interrogatori aveva ammesso le proprie responsabilità, difficilmente potrà essere fatta valere la scemata imputabilità: la perizia psichiatrica aveva stabilito che lui era capace di intendere e volere.
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