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Ticino
Bombe romande sulla nuova legge prostituzione
Redazione
16 anni fa
La proposta ticinese di punire i clienti delle prostitute illegali fa discutere anche nel resto del Paese

Duecento franchi. E’ la multa minima che dovrebbe pagherà il cliente di una prostituta illegale se il Ticino riuscirà a far passare la nuova legge sulla prostituzione attualmente in consultazione. Una legge talmente dissuasiva da sollevare forte curiosità anche nel resto del paese. E da finire oggi in prima pagina sul sito del popolare quotidiano romando Le Matin, che ha voluto approfondire la questione.“E’ una catastrofe”, dice al quotidiano romando Marianne Schweizer, la coordinatrice di Aspasie, l’organizzazione ginevrina che si occupa di difendere gli interessi di chi lavora nel mondo della prostituzione. “Una legge come questa precipiterebbe la prostituzione nelle mani della mafia. I cui scagnozzi diventerebbero i nuovi intermediari tra le prostitute illegali e i loro clienti". E ancora: "Questa soluzione, che viene definita “alla svesese”, ha crato dei battelli-bordello che salpano dalla Svezia verso le acque internazionali per poter soddisfare un bisogno che lo Stato ha voluto negare”. Secondo il presidente della Conferenza latina di direttori dei Dipartimenti di giustizia e polizia, Jean Studer, la soluzione ticinese non ha nessuna possibilità di essere presa da esempio nella Svizzera francese: “Più cantoni romandi hanno una legge sulla prostituzione, ma nessuna va in questo senso”. Per il consigliere di Stato neocastellano altre misure sono più efficaci: “Bisogna accentuare la prevenzione e la regolarizzazione, ma voler punire i clienti obbligherebbe i cantoni ad ingaggiare delle forze sproporzionate. E’ inutile emanare leggi che poi sono inapplicabili”.

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