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Ticino
Bombe di Merlini su Bignasca
Redazione
18 anni fa
Il presidente del PLR: "Inaccettabili attacchi del Mattino ai funzionari" cantonali

Sono strali, tra il presidente del PLR Giovanni Merlini ed il leader leghista Giuliano Bignasca. Il Nano sull'ultimo Mattino ha scritto la prima di tre liste di 10 funzionari pubblici che secondo lui bisognerebbe lasciare a casa. E "ovviamente - ha aggiunto Bignasca - gli uffici diretti dai funzionari citati vanno chiusi". I funzionari in questione - Fabio Conti, Edgardo Malé, Giorgio Leoni, Marco Salvioni, Davide Caccia, Franco Lurà, Marilena Fontaine, Ermete Gauro, Oscar Mazzoleni e Venanzio Menghetti - sono legati a vari partiti, non solo al PLR.Ebbene questa lista ha fatto andare su tutte le furie Merlini. "Con l’inizio del mese di settembre - scrive Merlini - la Lega ha riaperto sul Mattino la stagione della caccia al funzionario, com’è consuetudine fin dalla nascita del suo domenicale". Per il presidente del PLR questo è "un atteggiamento superficiale, in mala fede e offensivo dell’integrità, dell’onestà e della diligenza non soltanto dei funzionari presi di mira e dei loro collaboratori, ma di tutta la funzione pubblica, composta in larghissima parte da persone che fanno il loro dovere con dedizione e senso di responsabilità, meritando il rispetto dei cittadini e anche dei presidenti di partito". Come presidente del PLR Merlini stigmatizza "questo attacco sferrato dal settimanale di Giuliano Bignasca". "Non mi illudo che il Nano si ravveda  - aggiunge Merlini con ironia - la speranza in questo caso è morta e sepolta da tempo, ma mi preme esprimere solidarietà alle persone che sono state vigliaccamente messe alla berlina". "Che i compiti dello Stato vadano ripensati - conclude Merlini - sono il primo a chiederlo, e lo chiedo da anni. La verifica dell’attualità e della priorità dei servizi e delle prestazioni del Cantone andrebbe anzi fatta in modo costante, proprio per razionalizzare l’offerta pubblica, rendendola sempre più efficace ed efficiente, a tutto vantaggio dell’utente e del contribuente. Che una revisione importante dei compiti debba anche comportare la ristrutturazione, l’aggregazione o addirittura la chiusura di uffici del Cantone, è pure un dato di fatto. Ma ristrutturare, aggregare, ridurre o cancellare un settore di intervento dell’ente pubblico è una scelta politica che deve essere oggetto di analisi seria e approfondita. Non può invece essere il frutto dell’isteria o dei mal di pancia di un presidente di partito e dei suoi accoliti, che invece di portare un contributo costruttivo al risanamento delle finanze cantonali, prendono di mira uffici, funzionari e addirittura magistrati in funzione (negli ultimi tempi Bignasca ha attaccato pesantemente Luca Maghetti e Damiano Stefani, ndr.) delle loro antipatie o dei loro stessi interessi. Così proprio non va".

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