
L’UDC invita tutti i cittadini a boicottare Tamoil, la catena di benzina appartenente allo stato libico. “Non è una dichiarazione di guerra”, tiene a precisare il presidente dell’UDC Ticino Pierre Rusconi, riferendosi alla dichiarazione di guerra lanciata da Boris Bignasca. Il deputato leghista ha infatti proposto una risoluzione inviata alla segreteria del Gran Consiglio, nella speranza che venga messa all’ordine del giorno in Gran Consiglio il prossimo 21 settembre.“Mi distanzio da quanto affermato da Boris Bignasca… tanto più che la nostra azione è praticabile, la sua no”, ci dice ancora Rusconi. In sostanza i democentristi ticinesi non vogliono ricattare nessuno, ma “rispondere in modo civile a una situazione incivile” della Libia nei confronti dei due cittadini svizzeri imprigionati da oltre un anno. "La diatriba con lo stato libico pare dover protrarsi al di là di ogni civile confronto - si legge in un comunicato stampa dell’UDC Ticino -. La catena di benzina “Tamoil” è di proprietà libica! Un segnale di non supina accettazione può venire anche dai comuni cittadini”. I democentristi ticinesi auspicano “pertanto che le nostre Autorità verifichino accuratamente se “tutte” le disposizioni di legge vi sono ottemperate e invitiamo i consumatori a riempire i loro serbatoi presso compagnie i cui proprietari sono un po’ più “amici” del nostro paese”.
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