
Giuseppe Sergi del Movimento per il Socialismo scrive al primo cittadino Gianrico Corti. Questo per sollecitare la trattazione da parte del Gran Consiglio dell'iniziativa popolare "Basta con il dumping salariale in Ticino", di cui è il primo firmatario. Un'iniziativa, fa notare Sergi, depositata tre anni fa ma che ancora non è stata posta in votazione e che rischia di slittare oltre la fine della corrente legislatura.
Un ritardo ingiustificato secondo Sergi. "Pur comprendendo che i termini possano essere in qualche modo elastici" si legge nella missiva, "mal si comprende tuttavia che questa elasticità abbia raggiunto un'estensione doppia rispetto a quella consentita dai termini di legge (quasi 36 mesi rispetto ai 18 indicati). A me pare che sarebbe una mancanza di rispetto per i cittadini e le cittadine che l'hanno firmata (e per tutti gli altri cittadini) consentire che un'iniziativa popolare presentata praticamente all'inizio di una legislatura non venga sottoposta a votazione popolare prima della fine di quella stessa legislatura".
Secondo Sergi questo ritardo è dovuto dall'attività di boicottaggio attivo dalla maggioranza dei partiti presenti in Parlamento: "L'iniziativa si occupa di un tema che è stato centrale in questa legislatura: lo sviluppo del dumping salariale e dei mezzi per contrastarne la diffusione. Non può quindi che sorprendere il fatto che il Parlamento, che pretende di rappresentare le preoccupazioni della popolazione, abbia (ci verrebbe da dire deliberatamente) "congelato" questa iniziativa che affronta un tema sul quale la popolazione attende risposte convincenti ed efficaci".
"Si comprende che i partiti maggiori" si legge nella nota inviata in redazione "il cui bilancio in materia di lotta al dumping è praticamente nullo, non vogliano essere confrontati con questo dibattito; tuttavia questo non può andare a scapito delle più elementari regole democratiche che, ci dicono regolarmente questi stessi partiti, devono essere rispettate".
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