
È definitiva la condanna inflitta lo scorso 12 settembre a due fratelli calabresi residenti a Bodio ritenuti colpevoli di aver spacciato quasi mezzo chilo di cocaina in Leventina. I due hanno rinunciato a ricorrere in appello, accettando così la condanna emessa dalla Corte delle Assise correzionali presieduta dal giudice Marco Villa. Lo riferisce La Regione.
Il caso aveva fatto molto discutere, in quanto entrambi i fratelli erano la beneficio dell'assistenza, pur avendo lavorato solo per due mesi in Svizzera. La deputata UDC Lara Filippini aveva presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere al Governo maggiori lumi sulla concessione del permesso di soggiorno ai due fratelli e su eventuali correttivi da apportare al sistema di rilascio di tali permessi, al fine di evitare il ripetersi di situazioni simili. Un'interrogazione che seguiva quella inoltrata già in gennaio, e a cui il Governo non ha ancora dato risposta, da Amanda Rückert e Daniele Caverzasio, i quali si concentravano principalmente sui criteri di rilascio dell'assistenza.
Il maggiore, ricordiamo, era stato condannato a 20 mesi da espiare, mentre il minore a 10 mesi con la condizionale. Al fratello maggiore era stato inoltre revocato il permesso B, che aveva ottenuto malgrado la bellezza di 14 condanne accumulate in Italia.
Non è invece ancora possibile sapere se anche al fratello minore, che aveva pure lui due condanne alle spalle in Italia e che in Ticino è stato condannato unicamente a una pena con la condizionale, sia stato revocato il permesso. "La condanna non è ancora cresciuta in giudicato e sul caso è pendente un'interrogazione parlamentare" ci ha spiegato il capo della sezione della popolazione Attilio Cometta. "Per cui al momento non possiamo ancora esprimerci al riguardo. La decisione in merito sarà comunque resa pubblica a suo tempo."
Del caso, quindi, non si è ancora finito di parlare. Il Governo, in ogni caso, dovrà presto rispondere alle due interrogazioni pendenti. E l'impressione è che stavolta la politica sia realmente intenzionata ad imparare dalle proprie leggerezze.
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