
Era una proposta innovativa, quella presentata nell'aprile scorso dai deputati di Area Liberale Paolo Pamini e Sergio Morisoli tramite un'iniziativa parlamentare.
Si chiedeva infatti di abolire dalla Costituzione ticinese il vincolo territoriale, in modo da consentire a ogni cittadino svizzero di 18 anni compiuti di candidarsi nel Comune che preferisce, o di candidarsi anche in più Comuni. Una proposta che secondo Pamini e Morisoli potrebbe servire a migliorare il livello dell'amministrazione pubblica ed evitare le aggregazioni di quei Comuni che non riescono a trovare un numero sufficiente di candidati domiciliati (vedi articolo suggerito).
Ma evidentemente la proposta è ancora troppo innovativa. La Commissione costituzione e diritti politici del Gran Consiglio ha infatti firmato due rapporti sull'iniziativa parlamentare, entrambi negativi.
Il primo, di maggioranza, porta la firma di Franco Celio (PLR) e raccomanda di respingere in toto la proposta di Pamini e Morisoli. Il secondo è invece opera di Boris Bignasca (Lega) e chiede di accogliere almeno una parte della proposta, "nel senso di approvare il principio dell'abolizione del vincolo di domicilio per la candidatura a municipale di un Comune, mantenendo tuttavia la richiesta di spostamento del domicilio in caso di esito elettorale positivo accettato dal diretto interessato." Come Pamini e Morisoli, Bignasca ritiene infatti che aprire alle candidature da fuori Comune "offrirebbe ai cittadini elettori una maggiore possibilità di scelta."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

