
Il Consiglio di Stato ha pubblicato il suo rapporto sulla mozione presentata lo scorso 8 giugno da Fiorenzo Dadò, a nome del gruppo PPD, per chiedere di riformare gli Uffici regionali di collocamento (URC) sulla scorta delle proposte avanzate dall'associazione Ticino&Lavoro grazie all'analisi di un questionario cui avevano dato risposta 1'000 ticinesi (vedi articoli suggeriti).
"Il Consiglio di Stato ritiene che la mozione sia da respingere, risultando le proposte contenute nell’atto parlamentare di fatto già evase nella normale attività degli URC, la quale è conforme alle normative federali d’applicazione" si legge nel rapporto. "Ad integrazione e rafforzamento delle misure già in essere va anche considerato il primo pacchetto di misure in ambito di mercato del lavoro e occupazione presentato dal DFE in data 23 settembre 2015."
In un comunicato odierno, l’associazione Ticino&Lavoro scrive di aver preso atto del rapporto del Consiglio di Stato "con molta delusione e sconforto".
"Nessuna delle proposte è stata degna di essere elaborata e portata avanti allo scopo di migliorare il servizio erogato dagli URC" scrive l'associazione presieduta da Giovanni Albertini. "L’anteposizione delle cifre, ai reali bisogni dei cittadini, è una problematica che rallenta lo sviluppo del nostro Cantone. In futuro ci auspichiamo che la politica tenga in considerazione maggiormente i veri bisogni dei ticinesi e che li sappia ascoltare. Confidiamo pertanto e aspettiamo con trepidazione i risultati del sondaggio organizzato dalla SECO per valutare, a livello scientifico, la soddisfazione dell’utenza alla ricerca d’impiego."
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