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Ticino
Bocciata la riduzione degli aiuti all'estero
Bocciata la riduzione degli aiuti all'estero
Bocciata la riduzione degli aiuti all'estero
Redazione
9 anni fa
L'opinione dei deputati ticinesi Marina Carobbio (PS), Marco Chiesa (UDC) e Fabio Regazzi (PPD). SONDAGGIO

Uno dei temi più discussi nella seduta odierna in Consiglio Nazionale è stata la mozione nel quale si chiedeva di modificare il sistema per stabilire la quantità di aiuti all'estero da elargire: un sistema che attualmente è legato alla quota dello 0,5% del Pil e che si voleva legare allo stato delle finanze federali. A sostenere la proposta, che avrebbe ridotto la quota di aiuti umanitari, l'Udc e parte del Plr, contrari PS, PPD e il resto del Plr.

Dopo una lunga discussione e nonostante il sostegno della maggioranza della Commissione Finanze della camera bassa, la mozione è stata respinta con 101 contrari, 86 favorevoli e 6 astenuti. 

Marina Carobbio (Ps) - Contraria"Penso che sia necessario garantire mezzi sufficienti alla politica di cooperazione per l’aiuto allo sviluppo. La Svizzera ha dimostrato di saper portare progetti efficaci nel Sud del mondo che contribuiscono alla riduzione della povertà e alle disuguaglianze. E su questa strada bisogna continuare a lavorare. Quello proposto dalla maggioranza della commissione delle finanze era difatti un mezzo per ulteriori tagli, inaccettabile considerato che nei programmi di risparmio degli ultimi anni le riduzioni più importanti sono state proprio nell’aiuto allo sviluppo, e ulteriori risparmi sono previsti nel piano finanziario. Mentre la Svizzera deve mantenere gli impegni internazionali presi, impegnandosi ancora due anni fa nell’ambito dell’Agenda 2030 per raggiungere lo 0,7% del PiL, mentre al momento è addirittura sotto lo 0,5%. Inoltre, vedendo le emergenze a livello umanitario, oggi più che mai c’è bisogno di investire nella politica allo sviluppo. L’ultimo rapporto mondiale sull’alimentazione, che ha mostrato come il livello di fame nel mondo sia aumentato, lascia intendere come le responsabilità della Svizzera siano aumentate e non può tirarsi indietro".

Marco Chiesa (Udc) - Favorevole"L'aiuto allo sviluppo si è trasformato in una vacca sacra. È divenuto praticamente intoccabile. Ricordo che i soldi inviati all'estero sono passati da 2 miliardi all'anno nel 2006 a 3,5 miliardi nel 2016. Ci sono molti ambiti che necessitano l'attenzione della Confederazione anche nel nostro Paese, penso in particolare alle assicurazioni sociali, alla formazione e alla sicurezza. Non sono d'accordo a risparmiare solo in questi settori, era corretto a mio avviso rivedere il nostro impegno in progetti talvolta discutibili e orientare il contributo che inviamo all'estero allo stato delle finanze federali, come d'altronde proponeva la maggioranza della commissione".

Fabio Regazzi (PPD) - Astenuto"Ero tendenzialmente favorevole a una proposta che mi sembrava coerente e logica. Giusto aiutare i paesi allo sviluppo, come per altro facciamo visto che versiamo ca. 3.5 mia. di franchi ogni anno, ma bisogna anche considerare lo stato delle finanze e i suoi relativi margini di manovra. La stragrande maggioranza del gruppo PPD era però contraria e ho trovato quindi più corretto non fare il battitore libero e pertanto astenermi, per segnalare la mia posizione sul tema. Quando si gioca in squadra bisogna saper anche accettare certe regole e certe decisioni".

MS

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