
Nei rapporti già tesi tra Roma e Berna, il ministero delle finanze italiano non sembra voler giocare la carta del dialogo. E dopo aver introdotto la Svizzera in una sua personalissima black list, il ministro Giulio Tremonti rincara la dose con un nuovo decreto. Un provvedimento, varato lo scorso 7 febbraio, che disciplina la partecipazione delle aziende elvetiche nelle gare d’appalto pubbliche del Bel Paese. Insomma per ottenere l’autorizzazione a partecipare agli appalti pubblici, le aziende elvetiche dovranno fornire al ministero delle finanze italiano tutta una serie di informazioni. Tra queste – scrive Lorenzo Quadri in un’interrogazione inviata ieri al Governo – anche i nomi dei proprietari del capitale azionario dell’azienda”. A farne le spese sarà soprattutto il settore edile. Per il presidente degli impresari costruttori Edo Bobbià “l’Italia non ha mai accettato di buon grado i bilaterali, e sta esercitando un protezionismo a 360 gradi occulto, che mette in difficoltà le imprese del mio settore che vogliono lavorare in Italia. A differenze di noi che accettiamo senza restrizioni di sorta le aziende italiane che vogliono lavora in Ticino”. L’articolo 3 del decreto elenca i 14 requisiti da fornire solo per il rilascio dell’autorizzazione necessaria per partecipare alle gare d’appalto. Una procedura discriminatoria, secondo Lorenzo Quadri, che viola apertamente i rapporti bilaterali in vigore tra i due paesi. “Ormai da anni mi occupo del problema, ci dice Edo Bobbia. l’Italia non vuole sentire parlare di bilaterali. Ma ciò che crea disagio è che Berna non si preoccupa più di tanto”. Come contromisura a quelle che Quadri definisce “azioni vessatorie da parte italiana alla nostra economia”, il deputato della Lega chiede di bloccare il ristorno delle imposte alla fonte prelevate ai frontalieri. Contromisura proposta più volte dal Movimento e ribadita ieri anche dal suo consigliere nazionale Norman Gobbi dopo che il consiglio federale ha detto no alla revisione dell’accordo sui frontalieri, in attesa che l’accordo di doppia imposizione venga ridiscusso con Roma. Bobbia: “Adesso l’avvocato Michele Rossi – delegato per il mondo economico per le relazioni esterne a Berna e Milano – si sta dando da fare. Speriamo che il suo lavoro porti a risultati positivi. Ma siamo solo all’inizio e la resistenza è forte”. fp
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