
La decisione della Banca Nazionale Svizzera di voler a tutti i costi sostenere il franco svizzero sopra il livello di 1,20 ha suscitato diverse reazioni, sia in Svizzera sia in Europa. Alcuni sostengono che la mossa sia azzardata, altri, soprattutto dal mondo politico, applaudono a questa iniziativa, mentre dal mondo imprenditoriale si ha il sentore che questo non sia sufficiente. Infatti, per questi ultimi, un livello accettabile sarebbe quello di 1,35 - 1,40 franchi per 1 euro.Per fare il punto della situzione e per capire meglio cosa voglia dire concretamente la decisione della BNS abbiamo chiesto all'economista Alfonso Tuor la sua opinione ed anche un'analisi dei possibili scenari futuri.Come giudica la mossa della BNS? “Secondo me è sbagliata e non porterà i risultati sperati. La BNS, a mio parere, ha preso questa decisione in quanto il Consiglio Federale e i partiti politici si sono dimostrati incapaci. Diciamo che il fallimento della politica ha sollecitato e costretto la BNS ad intraprendere questa decisione”.Approfondiamo questo aspetto..."A 1,20 il tasso di cambio non risolve i problemi delle aziende. I rischi rimangono. Questa azione oltretutto ha legato il franco all’euro. È impensabile che l’euro si rafforzi. La crisi non è passeggera”.Adesso, in concreto, cosa farà la BNS? “La BNS sarà costretta ad acquistare miliardi di euro. Siccome non è pensabile che li tenga in cantina, li investirà in titoli di stato europei, almeno per garantirsi un minimo di rendimento. La Svizzera diventerà un grande fondo salva-stati europei”.Che rischi corre la Banca Nazionale? “Corre due rischi: le perdite sul cambio ed inoltre anche un rischio di corso per i titoli acquistati. In poche parole verremo risucchiati dalla crisi dell’euro. Ci porteremo in casa i problemi dell’Europa”.Questo potrebbe avere conseguenze negativa anche per Confederazione, Cantoni e Comuni? “Sicuramente. La BNS distribuisce dividendi. Alla Confederazione dava un miliardo di franchi. Il Canton Ticino dovrà rinunciare a 70 milioni in quanto la BNS, avendo già tentato di sostenere l’euro a 1,40 ha accumulato perdite, quindi nessun dividendo e dove prenderà lo Stato questi soldi? Dai contribuenti”.Cosa avrebbe dovuto fare la BNS? “Avrebbe dovuto stampare 30-40 miliardi da mettere a disposizione della Confederazione. Con questi soldi si sarebbe potuto, per esempio, esentare il turismo dall’IVA, assumersi l’onere di contributi sociali che sono a carico delle aziende, oppure pagare la differenza di prezzo delle aziende che sono costrette a vendere i loro prodotti in euro, ma incassando molti meno franchi”.Si parla anche di pericolo inflazionistico. È vero? “No, non in questo caso. La forza del franco esercita una pressione verso il basso dei prezzi e dei salari. Piuttosto c’è un forte rischio di bolla speculativa. La liquidità in franchi che ci sarà verrà investita probabilmente nell’immobiliare e nel mercato azionario”.[email protected]
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