
La Banca nazionale svizzera (BNS) verserà annualmente a Cantoni e Confederazione un miliardo di franchi solo se i conti al netto degli accantonamenti chiuderanno con un utile. Finora erano distribuiti 2,5 miliardi. Il Ticino - invece degli attuali 72 - riceverà al massimo 29 milioni.Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e BNS hanno infatti firmato una nuova convenzione sulla distribuzione dell'utile della Banca nazionale valevole fino al 2015. E' previsto il versamento di un miliardo di franchi, ma unicamente se esiste una riserva di distribuzione positiva. Non è ancora certo quando avverrà il prossimo versamento. Ciò dipenderà infatti dall'ulteriore evoluzione dei mercati finanziari, precisa oggi il DFF in una nota.La modifica della convenzione si è resa necessaria, precisa il DFF, poiché la riserva di distribuzione era divenuta negativa a seguito delle notevoli perdite registrate dalla BNS nel 2010 in relazione al corso dei cambi. A fine 2010 questa presentava infatti un disavanzo di 5 miliardi di franchi.La nuova convenzione sostituisce quella del 2008 che prevedeva l'elargizione, fino al 2017, di 2,5 miliardi di franchi (un terzo alla Confederazione, due terzi ai Cantoni) tranne casi di forza maggiore. Già a inizio anno l'istituto aveva fatto capire che a causa delle perdite nei prossimi anni i cantoni si sarebbero dovuti attendere il blocco dei versamenti o quantomeno una loro riduzione.L'importo di un miliardo potrebbe però essere rivisto al rialzo qualora la situazione finanziaria della BNS dovesse migliorare sensibilmente e la riserva di distribuzione dovesse superare la soglia di 10 miliardi di franchi.Per il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Christian Wanner la riduzione della distribuzione è un "duro colpo". I Cantoni avranno grosse difficoltà, ma dal punto di vista della banca il taglio è giustificato, ha aggiunto. Gli investimenti in divise della Banca nazionale svizzera (BNS) hanno segnato un record nel terzo trimestre: a fine settembre ammontavano al corrispettivo di 305,3 miliardi di franchi, contro 196,8 miliardi a fine giugno e 211,9 a fine marzo. Il record precedente risale al secondo trimestre 2010 (226,7 miliardi).I collocamenti in euro rappresentavano circa la metà del totale, ossia 154,9 miliardi di franchi (127,5 miliardi di euro), secondo quanto risulta da una statistica pubblicata oggi dall'istituto di emissione. Gli investimenti in dollari erano pari a 103 miliardi di franchi (113,9 miliardi di dollari). Seguono le somme in yen (quasi 21 miliardi di franchi), in sterline (10,3 miliardi) e dollari canadesi (9,1 miliardi).La crescita riflette gli interventi della BNS volti ad indebolire il corso del franco, in un contesto d'incertezza legato alla crisi debitoria di Eurolandia.ATS
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