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Ticino
Blocher sì, Polanski no?
Redazione
12 anni fa
Pierre Rusconi prende parola sulle intromissioni politiche nelle scelte del Festival del film

C'è stato scalpore quando è stato annunciato il suo arrivo. C'è stato scalpore quando ha rinunciato a venire a Locarno. Il caso Roman Polanski continua a tenere banco, facendo convergere la dicussione sui confini tra politica e arte. Fino a che punto la politica può intromettersi nelle decisioni artistiche del Festival?

Ieri il presidente del Governo Manuele Bertoli aveva sottolineato che la libertà artistica del Festival va difesa e se la politica continua a intromettersi nelle scelte festivaliere, ciò rappresenterà la morte della manifestazione cinematografica.

Oggi a prendere la parola è Pierre Rusconi, che fin dall'annuncio dell'arrivo di Polanski aveva dichiarato che avrebbe rinunciato alle tessere in omaggio del Festival in segno di protesta.

"L’arte è al di sopra di ogni giudizio o interferenza dei non addetti ai lavori!" esordisce il consigliere nazionale UDC. "Questo sembra essere il messaggio che viene inviato al mondo politico e a chi non ha gradito l’invito al regista francese. La libertà di scelta deve essere tutelata e le intromissioni sono chiaramente poco gradite al mondo festivaliero. La politica e le sue esternazioni considerate dannose per l’immagine della manifestazione. In questo senso si è espresso anche il presidente del Governo, che in quanto a prese di posizione, ultimamente non fa certo l’unanimità."

"Le intromissioni del festival nella politica sono ampiamente lodate e i commenti che denunciano le presunte distorsioni del sistema sono gradite e discusse" prosegue Rusconi. "Film che trattano temi quali il rinvio di asilanti recalcitranti, la vita di Blocher, i sans papier e altre tematiche politiche sono all’ordine del giorno."

"Tutto e legittimo e auspicabile" sottolinea ancora Rusconi, "ma i vasi sono comunicanti, e i giudizi, da una parte o l'altra degli schieramenti democratici, piovono sulle scelte di film e ospiti lo sono altrettanto".

"Non si tratta", conclude Rusconi, "di censurare o di voler condizionare il futuro, ma semplicemente esprimere dei pareri su situazione e scelte non condivise. L’importanza della manifestazione e i finanziamenti pubblici della stessa non rientrano nella discussione, ma rivendicare il diritto di esporre le proprie opinioni è e rimane una prerogativa di tutti, politici compresi. Niente bavagli a chicchessia, è a mio avviso un valore che va ben al di là delle polemiche di questi giorni".

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