
Christoph Blocher, una vita in Parlamento e una parentesi in Consiglio federale, si è dimesso dalla carica di consigliere nazionale con effetto 31 maggio.
Un fulmine a ciel sereno, che giunge proprio in uno dei periodi più positivi della sua carriera politica, dopo la vittoria del 9 febbraio.
"L'ho appreso anch'io solo stamattina, con una lettera che Christoph Blocher ha inviato a tutti i parlamentari UDC" ci dice il suo collega di Parlamento Pierre Rusconi. "C'era stato un accenno ieri pomeriggio, nel corso di una riunione dei parlamentari UDC, ma la conferma è giunta solo oggi anche per noi."
Secondo il consigliere nazionale ticinese UDC c'è una logica dietro alla decisione di Blocher.
"A parte il fatto che ormai ha 73 anni, bisogna sottolineare che dopo il voto del 9 febbraio Blocher esce dalla politica come vincitore" afferma Rusconi. "Non come quando era stato estromesso dal Consiglio federale."
"Inoltre abbiamo visto che ultimamente in Parlamento era il re degli assenteisti..." aggiunge.
"Blocher ha affermato di voler mantenere due impegni di fondo, ossia l'applicazione alla lettera della nostra iniziativa ed evitare che la Svizzera si chini al diritto europeo" prosegue Rusconi. "Sono le battaglie che il nostro partito conduce da anni e lui, anche fuori dal Parlamento, continuerà ad essere fondamentale in queste battaglie. Anzi, uscendo dalle istituzioni, avrà meno vincoli, sarà più libero di dire quello che pensa."
E quando parlerà, Blocher sarà sempre ascoltato. "È brutto dirlo così, ma fosse anche solo dal lato economico, la presenza di Blocher nell'UDC si è sempre fatta sentire e lo farà anche in futuro" conclude Rusconi. "La sua nomea gli permette di essere sui media in continuazione. Secondo me lui così non perde nulla, avrà ancora visibilità e sarà più libero di attaccare le istituzioni, essendone lui uscito. Un altro consigliere nazionale, prendendo una decisione simile, rischierebbe di sparire dalla scena politica. Lui no."
AS
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