
La Lega dei ticinesi va all'attacco dei presidenti Bixio Caprara (PLR) e Igor Righini (PS) dopo che questi si sarebbero espressi criticamente sulla posizione del movimento di via Monte Boglia in merito al blocco dei ristorni. Secondo quanto riferisce la Lega i due presidenti "hanno accusato i ministri leghisti e il movimento di proporre solo soluzioni inapplicabili e prendere in giro il popolo ticinese".
Affermazioni che non sono andate giù al movimento, che in una nota passa al contrattaco, citando una risposta del Consiglio federale che "sconfessa il triciclo in governo PLR-PPD-PS".
"I difensori del diritto “superiore” e degli interessi italici hanno fatto male i conti" scrive la Lega. "Il Consiglio Federale, rispondendo ad un’interrogazione (18.3118), alla domanda: “Quale margine è dato al Cantone, nell'ambito delle proprie competenze di politica internazionale transfrontaliera, di costruire un accordo con la regione Lombardia che vincoli l'utilizzo dei ristorni alla realizzazione dei P&R?” ha chiaramente smentito ed asfaltato i due presidenti: “L'articolo 56 della Costituzione federale conferisce ai Cantoni la facoltà, a condizioni rigorose, di concludere con l'estero trattati nei settori di loro competenza. Il finanziamento delle infrastrutture transfrontaliere può, in linea di principio, rientrare in tale competenza”.
"La Lega aveva forse ragione?" scrive il movimento, ricordando che vorrebbe vincolare i ristorni alla realizzazione di progetti infrastrutturali. "PLR e socialisti, capitanati da Caprara e Righini, a braccetto con il pipidino in governo Beltraminelli, hanno fatto una bella figura di palta e hanno dimostrato per l’ennesima volta mancanza di coraggio e nessuna intenzione di difendere gli interessi dei ticinesi".
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