
L'OCST può esultare. Il sindacato che nell'estate scorsa aveva denunciato i trucchetti messi in atto dalle agenzie ad interim per non sottostare al Contratto collettivo di lavoro, e quindi non rispettare i salari minimi, ha finalmente vinto la sua battaglia, nella quale è riuscito a coinvolgere molti altri attori sociali. Il Governo ha infatti annunciato oggi che dal 1° ottobre tutte le aziende, anche quelle con una massa salariale inferiore a 1,2 milioni di franchi, dovranno rispettare i salari minimi vincolanti, grazie all'entrata in vigore del Contratto normale di lavoro per il settore del prestito di personale. In seguito alla denuncia del sindacato, l'ispettorato del lavoro aveva effettuato una serie di controlli delle condizioni di salario nel settore del prestito di personale. Le verifiche avevano riguardato le aziende non sottoposte al CCL, in quanto con una massa salariale inferiore a 1,2 milioni di franchi. Da questi controlli erano emersi numerosi abusi. Molte agenzie interinali "spezzettavano" la loro attività in modo da non superare quella soglia e continuare a versare salari da fame.La Commissione tripartita aveva quindi proposto al Consiglio di Stato di adottare un contratto normale di lavoro con salari minimi vincolanti. Una proposta accolta dal Governo, che ha deciso di metterla in atto già dal 1° ottobre.La lotta per dei salari minimi giusti non è però finita, secondo il segretario cantonale Meinrado Robbiani. "Rimane ancora un'area scoperta" ci spiega. "Perché il CCL nazionale prevede dei salari minimi, ma alcune categorie, in particolare nell'industria, ne sono esonerate perché ritenute comunque settori che già versano salari più elevati. Ma ciò che non è il caso in Ticino. Per cui il prossimo passo è fare in modo che il salario minimo valga indistintamente dalle categorie. Quello di oggi resta comunque un passo decisivo verso una migliore tutela dei lavoratori."AS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

