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Ticino
Bloccare o non bloccare i ristorni?
Redazione
15 anni fa
Il Governo ticinese deciderà martedì sulla questione del ristorno delle imposte alla fonte dei frontalieri. Ecco secondo i partiti come il CdS dovrebbe agire

Bloccare o non bloccare il ristorno delle imposte alla fonte prelevate lo scorso anno ai frontalieri? È questo il dubbio amletico che il Governo ticinese aveva sottoposto al Consiglio federale Berna lo scorso 25 maggio. La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ieri ha risposto: “Bloccare i ristorni non è una misura opportuna”. Meglio evitare il pugno duro secondo Berna. Sulla questione il Consiglio di Stato si esprimerà durante la prossima seduta: martedì 28 giugno. Il Governo cosa dovrebbe fare? Sospendere il versamento di quei 53 milioni oppure no?  Il PS preferirebbe che il Ticino non mostrasse i muscoli. “Non credo che bloccare i ristorni possa favorire il dialogo” ha affermato Pelin Kandermir Bordoli. La capogruppo socialista è sulla linea del presidente della Commissione economia e tributi del Consiglio degli Stati Dick Marty secondo il quale sarebbe sbagliato agire di pancia in una situazione di rapporti tesi con l’Italia. “Quello che bisogna fare”, continua Kandemir, “è ristabilire un dialogo per rivedere l’accordo di doppia imposizione, di cui l’accordo sull’imposizione dei frontalieri è parte integrante.” Secondo Walter Gianora, presidente del PLR, “dovendo agire in un contesto così delicato la linea dura, e quindi la sospensione del versamento dei ristorni, rappresenta l’ultima ratio. Prima bisognerebbe seguire tutte le strade diplomatiche in modo da riuscire ad aprire le trattative sulla questione della doppia imposizione tra Svizzera e Italia. Si tratta di un problema politico, di una valutazione strategica,” dice sempre Gianora, “ed il Governo saprà come agire.” Per Giovanni Jelmini il Governo dovrebbe “aspettare”. Secondo il presidente del PPD, “bisognerebbe attendere gli sviluppi dopo quanto deciso ieri dalla Commissione economia degli Stati. Bloccare i ristorni significherebbe inoltre tenere sotto un’adeguata pressione le autorità federali per quanto riguarda un problema molto importante per il Ticino.”  Ancora più freddi, anzi, glaciali i presidenti di Lega e UDC. Congelare è la parola d’ordine di Giuliano Bignasca. “I nostri due ministri sono disposti a bloccare i ristorni, vedremo cosa faranno gli altri.” Ironico Pierre Rusconi: “dalla Calmy-Rey non ci aspettavamo una risposta diversa visto il coraggio che Berna ha sempre dimostrato. Il Governo dovrebbe agire secondo gli interessi del nostro Cantone e quindi dovrebbe decidere di bloccare i ristorni.” Ancora tre giorni e poi sapremo il verdetto del Consiglio di Stato ticinese.

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