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Ticino
Black list: servono "atti concreti"
Redazione
15 anni fa
Il Governo ticinese comunque soddisfatto della volontà italiana di riprendere il dialogo. Sul sito l'intervista a Molteni della Lega Nord

Il Governo ticinese esprime soddisfazione per l'esito delle votazioni sulle mozioni presentate alla Camera dei Deputati a Roma, inerenti i problemi tra Italia e Svizzera. Ecco il comunicato stampa: "Il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dell’esito positivo del voto sulle mozioni presentate alla Camera dei Deputati della vicina Repubblica dai gruppi parlamentari dei partiti di governo e dell’opposizione, concernenti i rapporti con la Svizzera, intese a riprendere il dialogo con il nostro Paese per togliere la Svizzera dalle “black list” e rilanciare le trattative bilaterali per l’aggiornamento della convenzione contro la doppia imposizione". Il comunicato continua così. "La decisione del Parlamento italiano è una prima risposta alle reiterate richieste del Consiglio di Stato sia nei confronti delle autorità elvetiche che di quelle italiane. Da ultimo la lettera del 25 maggio scorso dello scrivente Consiglio all’attenzione della Presidente della Confederazione. Iniziative volte a definire i possibili concreti passi per intervenire sul Governo italiano e in particolare sul suo Ministro dell’economia Giulio Tremonti, le cui iniziative ed esternazioni hanno da tempo contribuito a esasperare gli animi al di qua ed al di là del confine e a mettere a rischio i buoni rapporti economici, politici e di amicizia tra i due Paesi". "In seguito al chiaro voto espresso dal Parlamento italiano, il Governo ticinese prende atto con soddisfazione della volontà di collaborare e di instaurare relazioni corrette e rispettose nei confronti del nostro Paese ma anche dei lavoratori frontalieri che con la loro quotidiana operosa presenza sul nostro territorio contribuiscono al reciproco benessere". Concludendo: "Il Consiglio di Stato auspica che alla decisione seguano, in tempi brevi, atti concreti e coerenti da parte del Governo italiano. Si attende quindi che il Consiglio federale prenda posizione a breve sui quesiti posti dal Governo ticinese nello scritto del 25 maggio scorso, non da ultimo sul tema del versamento del ristorno dell’imposta alla fonte relativa al 2010; che lo stesso segua la situazione con la necessaria determinazione, tramite i propri canali diplomatici, affinché il voto di ieri si traduca nella ripresa delle trattative con l’Italia nel corso dell’anno. Più in generale formula l’invito ad evitare che il risultato, importante ma non ancora risolutivo, sia compromesso da toni, comportamenti e modalità che ne possano pregiudicare l’obiettivo da tutti auspicato". In allegato l'intervista a Nicola Molteni, deputato Lega Nord, che parla della discussione avvenuta a Roma.

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