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Ticino
Black list: in Ticino un terzo degli abusi
Redazione
13 anni fa
Il nostro Cantone si distingue come "terra del lavoro nero". E quest'anno le notifiche saranno 40'000, il doppio del 2012

Sono destinate a raddoppiare nel volgere di un solo anno, le notifiche di cittadini UE per svolgere un'attività lucrativa in Ticino. Se nel 2012 i permessi rilasciati sono stati 23'000, quest'anno dopo soli sei mesi si è già superata quota 20'000. Proiettando questa cifra sui restanti sei mesi è facile prevedere che a fine anno le notifiche rischiano di superare addirittura quota 40'000. Lo riporta il Giornale del Popolo di oggi, citando i dati forniti dal segretario dell'AIC, Vittorino Anastasia. "Sono cifre impressionanti e in continua crescita" ha detto Anastasia. "Le proiezioni di marzo arrivavano a 35'000 notifiche, ora siamo sulle 40'000.""Nei mesi scorsi abbiamo scritto al Governo evidenziando le nostre preoccupazioni per il fenomeno" ha aggiunto Anastasia. "Di recente ci ha risposto, ma non ci ha convinto. Per questo abbiamo in agenda un altro incontro a settembre. Dobbiamo arginare questa tendenza e dobbiamo farlo tutti insieme. Magari facendo più pressione su Berna."Un'idea per porre freno al fenomeno è quella di modificare o eliminare la notifica online. Il consigliere di Stato Michele Barra dovrebbe presentare ancora questa settimana una sua proposta in questo ambito.Ma non è solo l'esplosione di notifiche a preoccupare, anzi. L'impennata di infrazioni alle leggi sul lavoro inquieta ancora di più. Basti pensare che sulle circa 2'000 ditte estere che sono state sanzionate con un'interdizione di prestazione di servizi in Svizzera, un terzo di queste ha commesso la propria infrazione in Ticino. Un ruolo da leone, per il nostro Cantone nel campo del lavoro nero, di cui non si può certamente andare fieri.E la tendenza prosegue: nei primi mesi del 2013 sono 92 i datori di lavoro condannati in Svizzera: ben 33 di questi hanno operato in Ticino, quasi tutti in provenienza dalla vicina Penisola.

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