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Ticino
Black jack: stavolta si parte sul serio
Redazione
13 anni fa
Anche oggi uno dei sei imputati era assente, ma il processo è partito lo stesso. Tutti tranne uno ammettono i fatti

Complessivamente hanno sottratto quasi mezzo milione di franchi in quella che venne soprannominata la maxi truffa del Black Jack. Un raggiro messo a segno ai danni del Casinò di Lugano tra il 2008 e il 2009 grazie alla complicità di 4 dipendenti della casa da gioco. Oggi questi ex dipendenti – tutti incensurati di un età compresa tra i 37 e 52 anni – sono comparsi di fronte alla Corte delle Assise Correzionali di Lugano per rispondere di ripetuta truffa. Accanto a loro, sul banco degli imputati, un 45.enne italiano, pregiudicato per truffa in Italia e indicato dal procuratore pubblico Moreno Capella come la mente del raggiro assieme ad un connazionale, oggi assente, nei confronti dei quali si è dunque proceduto in contumacia. Quest'ultimo rivestiva il ruolo del giocatore, il baro professionista che si presentava ai tavoli verdi in veste di cliente e che, istruito ad arte, sapeva leggere le carte precedentemente sottratte, truccate e riportate all'interno della sala da gioco grazie alla complicità dei dipendenti. A vario titolo tutti oggi in aula hanno ammesso le proprie responsabilità, tranne un imputato, all'epoca impiegato come sorvegliante. “Non ho ricevuto soldi. E non ho preso parte a nessuna frode”, ha ribadito insistentemente il 52.enne di origine croata. Di parere opposto due imputati secondo i quali il sorvegliante non solo era al corrente, ma avrebbe anche avuto un ruolo specifico: quello di segnalare alla banda eventuali pericoli ai tavoli e sospetti da parte della direzione. Secondo quanto emerso in aula, la truffa sarebbe stata smascherata grazie alla soffiata di un collaboratore esterno del Casinò che avrebbe segnalato il raggiro alla direzione. Stando ad un imputato, lo avrebbe fatto per avidità non essendo stato sufficientemente pagato con parte degli introiti illeciti. Da segnalare infine che oggi restano pendenti due ordini di arresto nei confronti di due giocatori esterni, tuttora latitanti e che dopo aver concluso tre accordi di risarcimento con tre imputati, per la casa da gioco resta un danno di 165 mila franchi. Domani la parola passerà all'accusa pubblica. La sentenza della corte presieduta dalla giudice Rosa Item è attesa per venerdì. fp

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