
Il black jack torna in aula. I sei imputati accusati di truffa ai danni di Casinò Lugano, si presenteranno in tribunale mercoledì prossimo. Il sestetto sarà chiamato a rispondere di ripetuta truffa per aver incassato indebitamente tra il 2008 e il 2009 all'incirca mezzo milione di franchi grazie al trucco delle carte segnate ai tavoli di black jack. Il processo, approdato alle assise correzionali lo scorso 29 gennaio, era stato subito rinviato, perché uno dei sei imputati non si era presentato. L'inchiesta, ricordiamo, era partita nel dicembre del 2009 dopo che il Ministero pubblico aveva ricevuto la segnalazione della scomparsa di diversi mazzi di carte da black jack dal caveau della casa da gioco luganese, un fatto subito associato all'aumento vertiginoso delle vincite proprio ai tavoli del black jack. I bari in pratica facevano le proprie puntate riconoscendo le carte segnate, controllando così gioco e vincite. Una truffa ben architettata che nel giro di cinque mesi come detto ha permesso ai sei di incassare un bottino pari a circa 500'000 franchi. L'ideatore sarebbe un 35enne italiano domiciliato a Lugano, già coinvolto in raggiri simili in Slovenia. L'uomo, anche se già diffidato in passato da Casinò Lugano, riuscì lo stesso ad organizzare una truffa in grande stile, reiterata come detto per ben cinque mesi, grazie alla complicità di alcuni impiegati, e di ex dipendenti. L'accusa sarà sostenuta dal procuratore pubblico Moreno Capella. Christian Fini
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