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Bixio dixit
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Redazione
11 anni fa
In esclusiva le anticipazioni del rapporto sulla pianificazione ospedaliera che domani verrà discusso in commissione

Pianificazione ospedaliera: è l’ora della verità. Il Rapporto di Bixio Caprara, presidente della commissione costituita ad hoc, è pronto, o perlomeno è pronta la bozza che verrà discussa domattina a Palazzo. Dopo mesi di passi indietro, liti e tentativi di mediazione, ci siamo. In ritardo di un anno rispetto alla tabella di marcia, è vero, ma ci siamo. I punti critici più volte sottolineati, lo ricorderete, erano 3.

Numero uno: l’attribuzione dei mandati, cioè delle varie specialità ad ospedali e cliniche private. Su questo capitolo le critiche all’operato del Governo sono rimaste tutte: la denuncia di una progressiva concentrazione di specialità all’Ospedale Civico a scapito del San Giovanni, così come i dubbi rispetto ai criteri utilizzati. Ma il rapporto alla fine non modifica le decisioni prese dall’Esecutivo, si limita a che l’attribuzione venga approvata da un organo tecnico costituito da medici. Grazie ad un emendamento comunque, dopo due anni il Governo dovrà presentare un rapporto sull’andamento della situazione.

Criticità numero due: la trasformazione di 250 letti da acuti in post acuti e la riconversione degli ospedali di Faido e Acquarossa in istituti di cura. Ebbene, la dicitura istituti di cura è scomparsa: si parla di reparti acuti di minor intensità. Sembrano questioni di lana caprina, ma non lo sono. Soprattutto perché per finanziare i letti post acuti venivano chiamati alla cassa anche i comuni. Adesso invece no, la quota degli enti locali è tornata a carico del Cantone. E si parla di milioni. Per i due nosocomi di valle invece il rapporto approva il compromesso proposto dal Consiglio di Stato: via libera ad un reparto acuto con 10 posti letto, ed uno a minor intensità con 30 posti.

Veniamo alla criticità numero tre: la collaborazione tra pubblico e privato. Anche qui la questione è stata risolta grazie ad un emendamento: le società affiliate all’EOC dovranno essere approvate dal Gran Consiglio. Amen.

Tutto è bene quel che finisce bene, verrebbe da dire. Mica tanto. Il rapporto di Caprara non sarà certo l’unico che quest’autunno arriverà all’esame del Gran Consiglio. Senza contare il referendum già annunciato ancor prima che la riforma veda la luce. Pianificazione ospedaliera: ci siamo. Anzi no.

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