
Il limite generale di 100 chilometri orari sul tratto autostradale Chiasso-Bissone, viola il diritto federale. Lo ha stabilito con sentenza del 13 luglio il Tribunale amministrativo federale. I giudici hanno dunque accolto il ricorso presentato da Touring e Automobil club, Unione professionale dell’automobile, Camera di commercio e Associazione carrozzieri. Il provvedimento fu proposto nel maggio di 5 anni fa dal Cantone, tramite l’Ufficio federale delle strade, l’USTRA. Il Dipartimento del territorio chiedeva di limitare a cento all’ora la velocità su 18 chilometri di autostrada. Tra Chiasso e Bissone, appunto. Una misura che intendeva contenere l’inquinamento atmosferico, nell’ambito del piano di risanamento dell’aria del Mendrisiotto. In prima battuta, era il gennaio 2006, l’USTRA respinse la richiesta. Poi il Cantone chiese al Dipartimento federale dell’ambiente di rivedere la decisione. Il 30 maggio 2007 l’USTRA decise la riduzione della velocità. Il 12 luglio partì il ricorso, accolto in questi giorni. Le principali motivazioni dei giudici riguardano la perizia presentata a sostegno dei 100 all’ora. Giudicata superata, inadeguata e sostanzialmente di parte. Il Tribunale federale osserva poi che non sono state considerate misure alternative per la lotta all’inquinamento. E che tra il 2006 e il 2009 la situazione dell’aria nel Mendrisiotto è migliorata. Secondo i giudici la documentazione prodotta a sostegno del limite è lacunosa. E non sono stati considerati gli interessi in gioco: costi economici, conseguenze sulla fluidità del traffico e la sicurezza stradale, e così via. Il limite generale di 100 all’ora sarebbe un sistema invasivo nei confronti degli utenti della strada. A fronte di una diminuzione irrisoria del carico ambientale. Insomma, la misura ê giudicata non proporzionale allo scopo perseguito. Soddisfatto il presidente del TCS Carlo Vitalini, che dai microfoni di Radio 3iii, commenta così la notizia: “Il ricorso è stato accolto, il provvedimento è stato giudicato non proporzionale e in aggiunta non necessario e inefficace. Abbiamo sempre sostenuto come TCS che queste diminuzioni di velocità non apportano a una tangibile diminuzione delle emissioni. Ora è confermato da un punto di vista scientifico e dalla nostra massima autorità che è il Tribunale federale”. “Mi sembra - aggiunge Vitalini - che questa sentenza da un profilo anche scientifico dimostra in modo chiaro l’inutilità di questi provvedimenti, a maggior ragione temporanei e limitati a pochi giorni nell’arco di un anno, in una regione vicino alla Lombardia e alla Padania, che è il posto più industrializzato dell’Europa, dove non è sicuramente questo abbassamento che possa giovare alla popolazione”. Red
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