
È stato celebrato questa mattina il 30esimo Dies academicus dell’Università della Svizzera italiana, che si è aperto con gli interventi della Presidente del Consiglio dell’Università Monica Duca Widmer, della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti e del Rettore ad interim Gabriele Balbi, ed è stata accompagnata dalla tavola rotonda «Essere università oggi», moderata dal professor Raphaël Parchet, Prorettore per la ricerca, con la partecipazione di Deniz Gyger Gaspoz, Rettrice dell’Università di Neuchâtel, e di Günther Dissertori, Rettore dell’ETH Zürich.
«Un'infrastruttura strategica per il Cantone»
Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio dell’Università Monica Duca Widmer ha ripercorso i trent’anni di sviluppo dell’USI, sottolineando come l’ateneo sia nato da una scelta lungimirante e oggi rappresenti una realtà consolidata, capace di coniugare apertura internazionale e radicamento nel territorio. Ha evidenziato le profonde trasformazioni del sistema universitario svizzero, cresciuto in dimensioni e complessità, e il ruolo sempre più centrale della formazione universitaria nel rispondere alle esigenze di una società in rapido cambiamento. Richiamando le sfide attuali, in particolare sul fronte delle risorse, ha sottolineato la necessità di operare scelte strategiche per garantire qualità, attrattiva e sviluppo futuro dell’USI, rafforzando al contempo la collaborazione con il territorio e la capacità di attrarre nuovi finanziamenti. In questo contesto, ha ribadito come l’università rappresenti un’infrastruttura strategica per il Canton Ticino, chiamata a contribuire in modo attivo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della Svizzera italiana.
Le sfide future
La Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti ha sottolineato il valore dell’Università della Svizzera italiana come comunità accademica fondata sulla crescita condivisa e sul dialogo con la società, ringraziando tutte le persone che ne sostengono quotidianamente l’attività. Ha richiamato la fase di transizione istituzionale in corso, esprimendo riconoscenza per la guida del rettore ad interim Gabriele Balbi, e ha affrontato con chiarezza il contesto finanziario e politico che porterà a misure di risparmio anche nel settore universitario. Pur in questo quadro, ha ribadito la centralità strategica della formazione e della ricerca per il Cantone, invitando l’USI a proseguire nel rafforzamento della qualità, delle collaborazioni e dell’impatto sul territorio. Ampio spazio è stato dedicato alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, con un richiamo al ruolo fondamentale dell’università nello sviluppo del pensiero critico e nella costruzione di una riflessione etica condivisa. In occasione del trentesimo anniversario, ha infine evidenziato la necessità di rinnovare il patto tra università e società, richiamando anche le parole di Giuseppe Buffi e ricordando figure chiave come Mauro Martinoni, a testimonianza dell’eredità culturale e civile su cui si fonda l’USI.
«Bisogna rilanciare una visione condivisa»
Il Rettore ad interim Gabriele Balbi ha evidenziato l’evoluzione significativa dell'USI negli ultimi trent’anni, sia in termini di studenti, ricerca e affiliazioni, sia nella costruzione di un ecosistema accademico nel territorio. Accanto ai numeri, ha sottolineato il ruolo centrale delle persone, annunciando la nomina del nuovo Direttore operativo dell’USI Alan Valnegri. Dopo le principali novità dell’ultimo anno accademico, il Rettore ha poi proposto un’ampia riflessione sul ruolo dell’università oggi. Nel trentesimo anniversario dell’USI, la presenza di uno storico alla guida dell'Università della Svizzera italiana ha orientato naturalmente l’attenzione verso le radici e il senso stesso dell’università. Balbi ha proposto un’introduzione volta a inquadrare il significato originario dell’essere università, in bilico tra senso di comunità e corporazione, di universalità e totalità e una funzione all’apparenza più banale quale comunità e luogo di insegnamento, apprendimento e ricerca. Ha poi affrontato la tendenza a una progressiva aziendalizzazione delle università e le sue conseguenze. Infine, dopo aver condiviso le parole chiave dei precedenti rettori, Balbi ha proposto una sua interpretazione, lanciando tre temi chiave per il presente e il futuro. In primo luogo, il fatto che «l’università sia un luogo in cui si lavora insieme con una visione condivisa: per questo, uno degli obiettivi principali dei prossimi anni dovrebbe essere rilanciare una visione condivisa capace di farci muovere tutti nella stessa direzione. Questo spirito era forte all’inizio dell’università, oggi va riattivato». Il Rettore ha poi sottolineato il ruolo dell’università quale luogo di confronto delle idee: «il nostro ruolo va oltre al conferimento dei diplomi e alla ricerca scientifica: formiamo cittadine e cittadini pronti alle sfide del presente, con menti flessibili e strumenti solidi. Questo è ancora più essenziale oggi, in un contesto di rapido cambiamento legato all’intelligenza artificiale.» Infine, il Rettore ha sottolineato come l’ateneo debba «impegnarsi per fare in modo che tutta la comunità USI si senta a casa, che l'USI come istituzione si senta a casa nella Svizzera italiana e, infine, che la Svizzera italiana senta l’USI come un pezzo di casa propria, magari una delle stanze preferite, un angolo della casa in cui ci rifugiamo».
Onorificenze
Come da tradizione, e ancor più nell’anno del trentesimo anniversario, il Dies academicus è stato anche l’occasione per conferire alcune importanti onorificenze.

