
In Ticino vi sono troppe persone formati in alcuni settori, come il commercio e la vendita, mentre mancano infermieri, medici e assistenti di cura. È quanto sostengono i due granconsiglieri PPD Maddalena Ermotti e Claudio Isabella in una mozione inoltrata al Consiglio di Stato. “Il dottor Franco Cavalli in un intervento sulla stampa parlò di rischio che Italia e Francia potessero precettare i propri infermieri, per tenerli a lavorare in patria: rischio che fortunatamente non si è verificato, ma che ci fa riflettere sulla necessità di non dipendere in modo tanto importante dal personale frontaliero”, scrivono. In questo periodo, infatti, è stato più volte evidenziata l’alta percentuale di personale sanitario proveniente dalla vicina Lombardia.
Per spingere più ticinesi ad avvicinarsi a queste professioni, i due deputati propongono di rafforzare la sensibilizzazione verso i giovani, di rafforzare gli stage professionali e di sensibilizzare i datori di lavoro nell’offrire condizioni favorevoli. Ma soprattutto chiedono che il Consiglio di Stato trovi il modo “per aumentare lo stipendio durante la formazione delle infermiere e degli infermieri, come pure degli altri allievi/e attivi nell’ambito sanitario”. Questo stimolerebbe, secondo loro, più giovani ad avvicinarsi al settore ed eventualmente permetterebbe anche la riqualificazione di persone che sono impiegate in altri settori.Secondo Ermotti e Isabella, infatti, in altre professioni questo è già fatto, “pensiamo ad esempio ai poliziotti, alle guardie di confine o ancora ai doganieri”, si legge. Un atto parlamentare in tal senso era già stato presentato a livello federale, ma le commissioni di Berna avevano deciso che misure di questo tipo spettano ai Cantoni.
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