
"Tutti noi, troppo spesso, abbiamo sentito la seguente frase: 'Ma quel documento l’ho già inviato al Cantone'. Per questo motivo, desideriamo sollevare un problema che coinvolge cittadini e imprese del Canton Ticino impegnati in pratiche amministrative con lo Stato". È quanto scrive Claudio Isabella, deputato del Centro, nell'iniziativa parlamentare che ha inoltrato lo scorso 10 giugno al Consiglio di Stato. Il testo, firmato anche da esponenti di tutti i partiti presenti in Gran Consiglio, tranne MpS ed Helvethica Ticino, si pone l'obiettivo di "ottimizzare la gestione documentale nell’amministrazione cantonale rendendola maggiormente efficace ed efficiente". A firmare il testo anche Roberta Soldati (Udc), Gianluca Padlina (Centro), Andrea Rigamonti (Plr), Alessandro Mazzoleni (Lega dei Ticinesi), Maurizio Agustoni (Centro), Danilo Forini (PS), Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro), Maura Mossi Nembrini (Più Donne), Nara Valsangiacomo (Verdi) e Lea Ferrari (Partito Comunista)
"I funzionari non possono condividere documenti e dossier"
Attualmente, spiega Isabella, "le condizioni vigenti non permettono ai funzionari di condividere i dossier e i documenti di cittadini e imprese". Di conseguenza, "si verifica frequentemente che gli stessi debbano inviare il medesimo documento più volte all’amministrazione cantonale. In alcuni casi, lo stesso documento è già stato inviato all’ufficio accanto". Questa situazione "crea un oneroso scambio di lettere, incomprensioni e perdita di tempo oltre che maggiori costi (carta e Posta peraltro sono in continuo aumento), sia per i cittadini che per lo Stato".
Le richieste al Governo
Per questi motivi "si reputa necessario intervenire in modo tempestivo e concreto in modo da portare benefici a tutte le parti in causa, sia in efficacia ed efficienza nel trattare i dossier che in termini finanziari". Per questo si chiede al Governo "di trovare, in poco tempo, una soluzione che permetta all'amministrazione cantonale di dotarsi di norme legali (privacy), strumenti informatici (implementare sistemi di condivisione 'share'), procedure e processi (definendo chi e come può accedere ai documenti)". Il tutto "in modo che i documenti possano essere condivisi trasversalmente (sia a livello di uffici che di Dipartimenti)". Per Isabella e cofirmatari, insomma, "ogni funzionario, nel rispetto delle ordinanze in vigore, in particolare la nuova Legge sulla protezione dei dati (nLPD), dovrebbe poter visionare e utilizzare i documenti pertinenti alla propria professione". Questo "migliorerebbe l’efficacia ed efficienza nel trattare i dossier e ridurrebbe i costi sia per i cittadini che per lo Stato".

