
“Bisogna favorire le ditte ticinesi” è questo in sostanza il senso dell’iniziativa parlamentare firmata dai deputati Fabio Badasci e Michele Barra. Una proposta che passa attraverso la modifica della legge sulle commesse pubbliche e che i deputati leghisti giustificano in virtù della crisi economica che ormai sta investendo anche il nostro Cantone. In questo momento di crisi, spiega Badasci, l’Ente pubblico deve dare il buon esempio privilegiando le aziende ticinesi. “La legge sulle commesse pubbliche, scrivono i deputati nell’iniziativa parlamentare, obbliga gli enti pubblici ad aprire i concorsi al mercato internazionale. Un obbligo che nello stesso tempo favorisce la fuga di capitale pubblico fuori dal cantone”. A questa fuga di capitali i deputati leghisti cercano dunque di porre un freno. Per favorire le ditte con sede in Ticino, Barra e Badasci propongono “di ridurre la possibilità di aziende con sede fuori dal cantone di partecipare ai concorsi pubblici”. Secondo la Legge sulle commesse l’appalto diventa pubblico solo quanto supera un certo importo. I due deputati chiedono dunque di aumentare tale importo in modo tale che l’Ente pubblico possa attribuire l’appalto su invito, e quindi con un più grande margine di manovra. “Aumentare la possibilità di scelta da parte del committente con la procedura ad invito anziché a bando pubblico, continua Badasci, non mette in pericolo la concorrenza ma lascia maggior spazio di scelta a ogni singolo Ente pubblico”.
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