
Anna Biscossa ritorna sul caso di lavoro nero scovato dal sindacato OCST presso la sua casa: un operaio senza alcun permesso che stava effettuando dei lavori di pittura, "assunto" da un'impresa che praticamente non esiste. Una situazione per cui l'ex presidente socialista si è proclamata estranea e su cui oggi ritorna a parlare. Vi riportiamo qui di seguito la sua posizione in merito:
"A conclusione della vicenda che ha coinvolto -su alcuni media stampati ed elettronici- me e mio marito, a proposito di un caso di lavoro nero in casa nostra, non possiamo che riconfermare la nostra posizione di estraneità da qualsiasi responsabilità diretta nella vicenda.
Posizione per altro confermata da una lettera del Segretariato cantonale dell'OCST in cui si dice, tra le altre cose, e cito con l'autorizzazione dei diretti interessati: "A questo proposito, per la nostra Organizzazione la responsabilità delle infrazioni costatate ricade sull'impresa alla quale sono stati affidati i lavori di tinteggio" E ancora: "Ad incidere sulla vicenda è al contrario l'impiego abusivo di un lavoratore senza permesso e a condizioni inadeguate, la cui responsabilità ricade -come già affermato- non sul committente bensì sull'esecutore dei lavori di tinteggio".
Maggior prudenza e un minimo di approfondimento da parte degli organi informativi coinvolti avrebbero permesso di evitare tutto ciò".
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