
Il Cantone intende destinare 10 milioni di franchi alla costruzione della nuova sede dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e all’Istituto oncologico di ricerca (IOR) che sorgeranno all’ex campo militare di Bellinzona. È quanto riferisce l’edizione odierna del “Corriere del Ticino”.
I due istituti sono affiliati all‘Università della Svizzera Italiana (USI). Una volta avuto il nullaosta del Gran Consiglio, il contributo verrà formalmente accordato all’ateneo. E l’USI provvederà in seguito a girarlo ai due istituti.
Come affermato dal Consiglio di Stato nel messaggio approvato lo scorso 12 ottobre, i 10 milioni rappresentano meno del 20% dei costi totali necessari alla costruzione della nuova sede di IRB e IOSI, la quale ospiterà anche il Neurocentro della svizzera Italiana.
La nuova sede offrirà anche spazi per la didattica, per corsi pratici e per i seminari concernenti la nuova Facoltà di scienze biomediche.La sua progettazione è stata affidata al Team Aurelio Galfetti di Lugano che con la proposta «Nel Parco» si è assicurato il concorso bandito dalla Fondazione IRB. L’obiettivo è quello di realizzare una costruzione che si distingua chiaramente da quelle private e pubbliche presenti nella zona. La volontà di realizzare un edificio diverso è confermata dalla decisione di fissare l'altezza a soli tre piani rispetto ai sei concessi.
L'investimento confermato è di 44 milioni di franchi ai quali se ne aggiungono 3 relativi al costo del concorso di progettazione. Per quanto concerne l'arredo e le attrezzature si prevedono altri 17,3 milioni, così che l'investimento complessivo ammonti a 64,3 milioni. Sarà coperto dalla Città nella misura di 12,8 milioni, da contributi federali per 14,4 milioni, da fondazioni e privati per 11,3 milioni, da fondi propri per 15,8 milioni e dal contributo cantonale di 10 milioni.
L’avvio della procedura per l’ottenimento della licenza edilizia è previsto per il prossimo mese di dicembre in modo tale da iniziare i lavori entro il prossimo mese di maggio. I lavori di costruzione dovrebbero protrarsi all’incirca per tre anni e mezzo, in maniera tale che la nuova sede della Biomedicina sia pronta entro la fine di ottobre del 2020.
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